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| NEWS: 24 novembre 2010 DICHIARAZIONE POLITICA | ||
INVITIAMO A DIFFONDERE IL TESTO |
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Congresso costitutivo della Federazione della Sinistra: 20-21 novembre 2010 DICHIARAZIONE di Stefano Falcinelli; Salvatore Bonadonna; Idris Bellavista, Nicola Schivardi, Maria Cristina Ferraguti, Marco Borrini ( per il collettivo Rifondazione per la Sinistra dell'Emilia Romagna); Roberto Romito, Chiara Colombo (per il collettivo piemontese di Rifondazione per la Sinistra ); Raffaele Passuello, Massimiliano Tornieri ( segretari Federazione della Sinistra Misiano Adriatico ). Ha aderito Milziade Caprili. Perché non Partecipiamo al voto sul documento finale e lo statuto Non parteciperemo al voto sul documento finale di questo Congresso fondativo, così come non abbiamo partecipato al voto sullo statuto della Federazione, per marcare il dissenso da come si è proceduto nella fase di costruzione della stessa, anche a prescindere dalla nostra opzione originaria volta alla attivazione di un processo unitario costituente. Pensavamo di contribuire all'apertura di una fase costituente della sinistra italiana e invece siamo in presenza, visto anche l'impianto dello Statuto, della proiezione nel futuro del semplice patto federativo tra lo forze politiche promotrici. Il quadro politico propone lacerazioni, scontri e giochi di potere che segnalano il degrado della politica e l'esistenza di una crisi aperta ad esiti diversi e anche pericolosi per la democrazia del Paese. La sinistra di classe ha il dovere di costruire una piattaforma unitaria e dare vita ad un polo forte per sostenere e sviluppare la occupazione, alimentare uno sviluppo economico e sociale alternativo a quello capitalistico e capace di salvaguardare i beni comuni, le risorse ambientali, la libertà e l'uguaglianza come condizioni della civiltà nel secolo presente. L'autoconservazione che si manifesta nel disegno della federazione la configura come uno strumento inadeguato, funzionale tutt'al più ad una alleanza elettorale. Abbiamo ascoltato appelli all'unità puramente declamati ma che non trovano rispondenza nelle scelte politiche che si propongono. Manca il progetto e la sua capacità evocativa; manca il coraggio di una vera sfida unitaria aperta alle esperienze di movimento, a SEL e al confronto dialettico con il PD. In questo quadro riteniamo opportuno che la Federazione decida di sostenere la candidatura di Nichi Vendola qualora si presentasse l'occasione delle primarie. L'intesa per battere Berlusconi ma che esclude in via preventiva una possibile alleanza di governo risulta incomprensibile per chiunque proponga di trasformare il potere, il sistema, il modello di sviluppo. Un progetto politico non si misura nella chiusura autoreferenziale e identitaria ma nella capacità di affermare in campo aperto la valenza rivoluzionaria che lo anima e lo sostiene. Per questo occorre attivare un campo di forze con l'obiettivo ambizioso di ricostruire una sinistra per segnare una svolta nel Paese. Per questo intendiamo impegnare, anche dentro la Federazione, tutte le nostre energie e quelle delle compagne e dei compagni che vorranno condividere questa prospettiva. |
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