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DICHIARAZIONE 1 agosto 2006


Dichiarazione di Salvatore Bonadonna.
Senatore eletto di Rifondazione Comunista, Vice Presidente della Commissione Finanze e Tesoro del senato PRC-SE e responsabile del Dipartimento Mezzogiorno di Rifondazione Comunista – Sinistra Europea

Per il mezzogiorno si parte con il passo giusto

L'incontro tra sindacati, governo, confindustria e regioni meridionali rappresenta il modo giusto per affrontare i problemi in coerenza con il programma dell'Unione. Questa non è cosa di poco conto sia sul piano del metodo che su quello dei contenuti. I quattro tavoli tematici riprendono l'impostazione del programma che assumeva come assolute priorità i temi delle infrastrutture – reti di trasporto ferroviario, telecomunicazioni, informatica ed energie alternative – e quelli della ricerca, dell'innovazione e della formazione professionale come leve prioritarie per qualificare una ripresa economica del Mezzogiorno dopo anni di arretramento e di depressione che i rapporti SVIMEZ, dello scorso anno e di quest'anno, hanno messo in grande e drammatica evidenza.

Si tratta di superare la logica di puro sostegno congiunturale alle imprese per evitare che, ancora una volta, il Sud diventi il luogo temporaneo delle imprese “mature” che restano finchè durano le misure di sostegno di vario tipo, comprese quelle del vantaggio fiscale. Se questo è lo spirito delle perplessità manifestate al riguardo da Prodi, le condivido. La scommessa dev'essere quella di fare del mezzogiorno un'area infrastrutturata con le reti più avanzate capaci di sostenere la localizzazione delle attività produttive più innovative e radicate nel territorio. Solo così si potrà creare una condizione di sviluppo stabile ed equilibrato. Le misure di sostegno immediato, a partire dal ripristino della quota spettante al Sud della spesa pubblica statale; ma anche il sostegno al reddito delle famiglie ed il salario sociale, che noi rivendichiamo, debbono convergere alla riforma profonda delle condizioni strutturali che fanno del Sud una economia debole dove si concentra la disoccupazione, la povertà, la disoccupazione e , contemporaneamente, lo spreco ed il clientelismo.

Chiuso il capitolo delle fumisterie berlusconiana e delle grandi opere distruttive, si apre quello dello sviluppo vero che deve avere alla base la partecipazione delle popolazioni e delle istituzioni locali.

Le indicazioni che avevamo dato anche nella risoluzione parlamentare di approvazione del DPEF trovano nell'incontro di oggi un sostegno importante ed impegnano la maggioranza a fare in modo che la prossima finanziaria sia coerente con questi obiettivi.

Roma, 1 agosto 2006

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