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| DICHIARAZIONE 7 SETTEMBRE 2006 | ||
Dichiarazione di Salvatore Bonadonna. Se non si rispetta il Programma l'Unione rischia di deragliare Autorevoli rappresentanti di Partito e di Governo sembra abbiano dimenticato le condizioni politiche e programmatiche con le quali è stata costituita l'Unione e che hanno consentito il risultato elettorale. Se avevano in mente una politica di tagli allo stato sociale, alla sanità e alle pensioni, avrebbero potuto presentarsi con il loro programma. Non possono usare il risultato dell'Unione per spacciare politiche inaccettabili. Per le pensioni va fatto quello che il programma prevede: abolire lo scalone di Maroni , punto! I ragionamenti sull'ammontare della finanziaria sono utili in funzione delle politiche di sviluppo da attivare, a partire dal Mezzogiorno, dalle energie alternative, dal sostegno all'occupazione e alle fasce deboli. Tagliare gli sprechi e rendere efficienti i servizi, significa risparmiare. Forza! Le risorse che servono al risanamento dei conti e alla giustizia sociale e allo sviluppo, vanno prelevate laddove si sono accumulate; attraverso la leva fiscale e la lotta all'evasione e all'elusione. Chi non ci sta ad applicare il programma su cui è stato eletto lo dica; ma non può accusare la sinistra e, tantomeno , Rifondazione Comunista. Al di la delle rispettabili opinioni del Ministro Padoa Schioppa e di altri che, evidentemente, considerano il programma dell'Unione un pretesto, preme ricordare che il Presidente Prodi è il garante di quel Programma che ha voluto fosse firmato da tutti i Segretari delle forze che compongono l'Unione. Quello è il copione; non si recita a soggetto! Roma 07.09.06 |
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