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INTERROGAZIONE - A risposta scritta 12 dicembre 2006 - S.ANDREA AL QUIRINALE COMPLESSO DEMANIALE

SENATO DELLA REPUBBLICA 83a SEDUTA PUBBLICA

Interrogazione di Salvatore Bonadonna
Senatore eletto di Rifondazione Comunista, Vice Presidente della Commissione Finanze e Tesoro del senato PRC-SE e responsabile del Dipartimento Mezzogiorno di Rifondazione Comunista – Sinistra Europea

Al Ministro dell'economia e delle finanze -

Premesso che:

il Consiglio comunale di Roma, con deliberazione n. 176 del 25 luglio 2005, ha autorizzato l'attuazione del progetto di intervento per la trasformazione in uffici pubblici delle residenze, attualmente libere, site in via Piacenza, con esclusione degli appartamenti di via del Quirinale, 28 scale A, B e C, all'interno del complesso demaniale di S. Andrea al Quirinale, subordinando tale autorizzazione alla conservazione della destinazione residenziale per gli appartamenti di pertinenza delle suddette scale, nonché alla stipula di contratti di locazione pluriennali a canone sociale concordato, come espressamente indicato dalla citata delibera, per 13 appartamenti occupati da famiglie con redditi medio-bassi derivanti da pensione;
risulta all'interrogante che l'Agenzia del demanio abbia portato a termine i lavori trasformando alcune abitazioni site in via del Quirinale 28 in uffici, nonostante il mutamento di destinazione d'uso dell'immobile in questione fosse ammissibile esclusivamente in relazione alle unità libere dell'ala di via Piacenza, subordinatamente al previo rinnovo di un contratto pluriennale di locazione agli inquilini, escludendo in ogni caso il mutamento di destinazione d'uso per l'ala di via del Quirinale;
risulta all'interrogante che, a distanza di più di un anno dall'emanazione della suddetta delibera, non solo non sia stato rinnovato il contratto di locazione agli inquilini interessati, ma che l'Agenzia del demanio abbia anche trasformato in uffici e contestualmente occupato le unità di via del Quirinale scala B, che risultano invece escluse dall'oggetto e dall'ambito di applicazione della delibera del Comune;

considerato che:

l'azione intrapresa dall'Agenzia del demanio sembra non solo in contrasto con le statuizioni contenute nella delibera del Consiglio comunale di Roma, ma soprattutto con le garanzie, da tale delibera previste, per la tutela del diritto alla conservazione della propria abitazione da parte degli inquilini, nonché per la tutela del loro interesse legittimo alla piena ed assoluta conformità dell'azione dell'Agenzia del demanio rispetto alle direttive stabilite dalla delibera consiliare;
i provvedimenti adottati dall'Agenzia sembrano contrastare con i principi e le finalità che ne dovrebbero ispirare l'azione amministrativa, nel perseguimento “del soddisfacimento dell'interesse pubblico”, alla stregua di “criteri di economicità e di creazione di valore economico e
sociale nella gestione del patrimonio immobiliare dello Stato” (come può leggersi nel sito ufficiale dell'Agenzia del demanio);
le attività dell'Agenzia sono sottoposte alla vigilanza del Ministero in indirizzo,

si chiede di sapere:

se il Ministro in indirizzo sia a conoscenza della questione trattata;
se, anche alla luce delle precedenti osservazioni, non ritenga opportuno assumere le eventuali informazioni in ordine alla questione in oggetto, anche al fine adottare, se del caso, i provvedimenti ritenuti idonei a garantire il diritto alla conservazione della propria abitazione da parte degli inquilini interessati dai provvedimenti adottati dall'Agenzia del demanio.

 

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