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INTERROGAZIONE a risposta scritta del 15 MAGGIO 2007 - RIDUZIONE COSTI COSA PUBBLICA

SENATO DELLA REPUBBLICA 152a SEDUTA PUBBLICA
Interrogazione di

BONADONNA

Al Presidente del Consiglio dei ministri e ai Ministri dell'economia e delle finanze e per i beni e le attività culturali -

Premesso che:

nell'ambito del processo di riduzione dei costi della cosa pubblica avviato dal presente Governo, e, in particolare, in riferimento alla necessaria disposizione contenuta all'articolo 1, comma 1297, della legge 296/2006 (legge finanziaria per il 2007), al fine di contenere i costi di funzionamento e di conseguire risparmi di spesa, viene attuata una razionalizzazione dell'assetto organizzativo dell'Istituto per il credito sportivo;
In particolare la citata disposizione della legge finanziaria per il 2007, oltre a disporre una riorganizzazione e razionalizzazione dei vari organi dell'Istituto per il credito sportivo, provvede alla riduzione del 30 per cento dei compensi e delle spese sostenute per gli organi dell'Istituto stesso, a decorrere dal 1° gennaio 2007;
in attuazione delle disposizioni contenute nella legge finanziaria per il 2007, il Governo ha provveduto alla nomina del nuovo Presidente dell'Istituto per il credito sportivo e su tale nomina, nel prescritto parere parlamentare, la VI Commissione permanente (Finanze) della Camera dei deputati si è espressa in senso favorevole;
all'interrogante risulta che al Presidente uscente dell'Istituto citato veniva corrisposta un'indennità annua pari all'incirca a 50.000/60.000 euro, mentre il nuovo Presidente avrebbe preteso un compenso annuo pari a circa 190.000 euro,

si chiede di sapere:

quale sia il compenso che il nuovo Presidente dell'Istituto per il credito sportivo percepirà per l'espletamento del proprio ruolo istituzionale;
in attuazione della legge finanziaria per il 2007, nell'ottica della necessaria riduzione dei costi della cosa pubblica, quali strumenti il Governo intenda adottare per applicare la legge vigente e provvedere quindi ad arginare il dilagare delle retribuzioni vertiginose di alcuni manager pubblici, retribuzioni che sembrano non avere alcuna contropartita in termini di pubblica utilità.

 

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