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INTERROGAZIONE a risposta scritta del 17 MAGGIO 2007 - STABILIMENTO OLEARIO DI LATINA

SENATO DELLA REPUBBLICA 155a SEDUTA PUBBLICA
Interrogazione di

BONADONNA

Ai Ministri dell'ambiente e della tutela del territorio e del mare, della giustizia e della salute

Premesso che:

nel Comune di Itri (Latina) esiste uno stabilimento oleario che svolge attività di molitura e raffinazione di olii lampanti di proprietà della ex società IMOIL, realizzato nel 1990-91 originariamente su terreno agricolo zona E - E 1 in violazione delle norme del Piano regolatore regionale (P.R.G.);
l' iter tecnico - urbanistico - amministrativo è stato contraddistinto da varie gravi irregolarità:
parere contrario dell'Ufficio Tecnico, sparizione del Registro dei verbali della Commissione edilizia, assenza di deroga motivata prevista dal P.R.G. rilasciata dal Consiglio comunale, difformità nella esecuzione del progetto con il rilascio di autorizzazione edilizia invece della prevista Concessione al fine di coprire opere edili eseguite abusivamente in precedenza, come ampiamente documentato dalla perizia tecnica fatta eseguire dalla Procura di Latina;
successivamente, con una variante al P.R.G. fatta ad hoc e approvata dall'amministrazione del Comune di Itri, si variava l'indirizzo del terreno da agricolo a destinazione industriale, atto confermato dall'amministrazione regionale, la cui finalità era quella di sanare (secondo le intenzioni dell'amministrazione) le macroscopiche irregolarità di carattere urbanistico ed amministrativo evidenziate dall'ordinanza del Gip del Tribunale di Latina dott. Gentile nel proc. penale n. 2550/95 Gip n. 3472/95 che vedeva la ex società IMOIL responsabile di un grave abuso edilizio in quanto senza il rilascio di una concessione in deroga al P.R.G., come previsto dalla legge, realizzava illegalmente oltre 5000 metri quadrati invece dei regolamentari 415 metri quadrati il tutto con il benestare del sindaco Giovanni Agresti che all'epoca, nella qualità di Assessore all'urbanistica, rilasciava atti concessori e autorizzativi riconosciuti illegali da una perizia tecnica disposta dalla Procura di Latina proc. penale 2550 /95;
nella relazione tecnica acclusa alla variante, identificata come TAV. 7.0, e redatta dal prof. Luigi Piemontese e arch. Sergio Ianniello, si evidenzia un clamoroso falso, in quanto i due tecnici vi affermano che la IMOIL ed altre due attività produttive insediate in località Licciano o furono insediate negli anni sessanta (prima dell'approvazione del vecchio ed unico P.R.G: comunale avvenuto nel 1972) o con concessione in deroga. A riguardo, il Responsabile settore ambiente del Piano regolatore comunale presentò una denunzia alla Procura di Latina in data 21 gennaio 2001 chiedendo all'autorità giudiziaria di acquisire tali atti concessori al fine di far emergere la verità, chiedendo di essere avvisato in caso di archiviazione ai sensi dell'art. 408, comma 2, del codice di procedura penale; ancora oggi si aspetta l'esito;
pur essendo l'abuso edilizio reato permanente e non essendo stata presentata dalla società una richiesta di condono edilizio né nel 1994 né in seguito, sia la magistratura che la Regione Lazio non hanno fino ad ora perseguito tali illeciti ingiungendo alla società l'abbattimento del manufatto;
solo nel Comune di Minturno, sempre in provincia di Latina, e altro comune in cui ha imperversato un abusivismo edilizio diffuso al pari del territorio di Itri, la Procura di Latina, ha sollecitato l'intervento dell'ufficio urbanistica della Regione Lazio al fine di passare al setaccio l'operato dell'ufficio urbanistico del Comune di Minturno onde relazionare sulla corretta applicazione nel corso degli anni della legge urbanistica. Dai riscontri risultano a rischio centinaia di abbattimenti;
non è mai stata predisposta una ispezione presso la Procura e il Tribunale di Latina al fine di accertare la condotta di pubblici ministeri e magistrati che all'epoca si occuparono del procedimento penale 2550/95 che a fronte di accertate condotte illecite di rilevanza penale a carico della società e di amministratori locali che la favorirono, insabbiarono il caso o addebitarono condotte illecite a persone estranee ai fatti, come ad esempio il sindaco Egidio Agresti insediatosi solo nel 1994 e fino al 1996, mentre le concessioni o autorizzazioni furono rilasciate alla IMOIL negli anni 1990 - 91 dall'Assessore all'urbanistica Giovanni Agresti;
l'Amministratore delegato della società ex IMOIL, in fallimento concordato, è stata più volte segnalato all'autorità giudiziaria da parte della ASL di Formia per condotte illecite riguardo l'immissione nell'area di inquinanti aromatici e rumori esorbitanti derivanti dal processo di raffinazione che usa olio dielettrico per il raffreddamento dell'impianto, provocando malesseri alla popolazione circostante quali nausea, mal di testa e diarrea;
a seguito della depenalizzazione dei reati minori il Tribunale di Latina Sezione distaccata di Gaeta con sentenza n. 194/01 nel procedimento penale n. 2300/97 per il reato di cui all'art. 659 codice penale ordinava la trasmissione degli atti al Sindaco del Comune di Itri per l'applicazione della sanzione amministrativa per emissioni di rumori molesti provenienti dalla torre di raffreddamento dell'impianto di raffinazione della IMOIL che provocavano il disturbo al riposo delle persone;
il Sindaco a causa della mancata applicazione della sanzione amministrativa nei confronti della società veniva denunciato all'autorità giudiziaria da una delle vittime dei rumori molesti;
la IMOIL a causa delle attività produttive inquinanti, illegali e rumorose fu oggetto di una petizione da parte di un comitato ambientale e del Piano regolatore comunale della Provincia di Latina; tale petizione veniva inviata alla Commissione petizioni della Comunità europea al fine di far evidenziare condotte contrarie alle direttive CEE; la Commissione dichiarando ricevibile tale petizione, apriva di fatto un'indagine conoscitiva contro l'Italia onde accertare eventuali violazioni delle direttive;
a seguito dell'apertura delle indagini CEE la IMOIL abbatteva la ciminiera dell'impianto di smaltimento rifiuti ed arrestava l'uso dell'impianto di raffinazione come si legge nella nota n. CM 4895611T/doc. della Commissione europea “Attività abbandonata a partire dall'aprile del 2000?;
oggi, a distanza di 5 anni, ha ripreso attività di raffinazione l'inquinante e rumorosa, ricreando nella zona preoccupazioni e malesseri generalizzati tra la popolazione,

si chiede di sapere:

quali provvedimenti i Ministri in indirizzo intendano adottare a protezione della salute dei cittadini eventualmente intervenendo con urgenza per far cessare i rumori molesti e le emissioni nauseabonde immessi nell'aria dall'impianto di raffinazione;
se, alla luce del grave incidente accaduto nell'impianto Umbria Olii di Perugia nel novembre 2006 in cui sono morti 4 operai, non si intenda procedere ad un'accurata ispezione all'impianto di raffinazione in oggetto onde verificare la sicurezza delle abitazioni circostanti;
se in Ministro della giustizia non ritenga opportuno procedere ad una ispezione presso gli uffici giudiziari di Latina (Procura e Tribunale) al fine di verificare la correttezza dell'operato da parte dei titolari del procedimento penale n. 2550/95 Gip 3472/95 (P.M. e Gip);
se si intenda interessare il Presidente della Regione Lazio, organo deputato alla vigilanza sugli abusi edilizi, per l'eventuale attivazione delle procedure previste dalla legge 47/1985.

 

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