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INTERROGAZIONE a risposta scritta dell' 26 giugno 2007 - CASACCIA INSTALLAZIONI NUCLEARI

SENATO DELLA REPUBBLICA 177a SEDUTA PUBBLICA
Interrogazione a risposta scritta

BONADONNA

Al Ministro del lavoro e della previdenza sociale

Premesso che:

nel sito di Casaccia, in provincia di Roma, la SOGIN è impegnata nell'attività di decomissioning, consistente in un processo di decontaminazione, smantellamento e ripristino ambientale degli impianti nucleari a partire dal 2004;
il sito di Casaccia, ospita quattro distinte installazioni nucleari, (Impianto Plutonio, OPEC-1 e OPEC-2 e la NUCLECO S.p .A. - società mista ENEA-SOGIN, a maggioranza SOGIN), caratterizzate da problematiche impiantistiche e tecnico-gestionali diverse tra loro, dato che la tipologia dei materiali nucleari varia, per cui l'Impianto Plutonio custodisce sia combustibile in forma di ossidi misti di Uranio e Plutonio (MOX) che rifiuti radioattivi contaminati, mentre, negli altri impianti, si ha una prevalenza di rifiuti contaminati da prodotti di fissione (cesio 137, stronzio 90, eccetera);
nonostante la SOGIN non abbia le competenze necessarie alla gestione delle specifiche attività degli impianti del ciclo a combustibile ex-ENEA, quale è quello di Casaccia, tale sito è l'unico tra i tre Siti ex-ENEA (Casaccia, Trisaia e Saluggia) ad essere stato assegnato ad un Capo sito della SOGIN, privo della necessaria esperienza;
fin dal 2004, momento del suo insediamento nel sito, la SOGIN ha emarginato il personale ENEA più esperto e qualificato, senza avviare alcuna sinergia con l'ENEA, utile al fine di mettere in comune le competenze tecniche del settore, garantendo una corretta gestione delle attività e degli impianti;
la SOGIN, invece di utilizzare le preziose risorse umane già disponibili all'interno del sito, ha fatto sistematico ricorso all' outsourcing , cioè a consulenti esterni, spesso di dubbio spessore professionale, dato che non si sono dimostrati in grado di svolgere le attività loro assegnate, come nel caso della bonifica dell'area serbatoi dell'impianto OPEC-1 contaminato da cesio 137, che dopo due anni di contratti non è ancora stata portata a termine;
tali carenze tecnico-gestionali hanno portato, nel corso degli ultimi otto mesi, ad una serie preoccupante di incidenti ed eventi anomali, che, in alcuni casi, hanno addirittura provocato la contaminazione dei lavoratori;
è di queste ore il quarto evento anomalo, causato da operatori evidentemente inadatti a gestire i sistemi di sicurezza, che ha interessato il sistema antincendio del lab. 42 dell'Impianto plutonio, fortemente contaminato dall'incidente verificatosi nel 1979 sotto la gestione ENEA ;
malgrado la gravità del susseguirsi di tali incidenti e malgrado i provvedimenti sanzionatori assunti dall'APAT a seguito delle ispezioni nei confronti del Capo sito e dell'esperto qualificato, la SOGIN non ha ancora avviato alcun incisivo provvedimento finalizzato al recupero della capacità tecnica e gestionale interna che consentirebbe di elevare il livello di sicurezza degli impianti ad uno standard di sicurezza adeguato,

si chiede di sapere:

come si intenda garantire la corretta gestione in sicurezza del sito di Casaccia ed una reale valorizzazione dell'organico qualificato di cui SOGIN già dispone, impedendo l'avvicendarsi di nuovi contratti con esterni;
come si ritenga opportuno procedere per controllare se, sul posto di lavoro, la sorveglianza fisica della radioprotezione sia corrispondente con quanto imposto al datore di lavoro dal decreto legislativo 230/95;
come si intenda giustificare la mancanza fino ad oggi di qualsiasi provvedimento a carico del responsabile del sito, nonostante l'atipica frequenza di eventi anomali e nonostante i provvedimenti dell'APAT;
quali iniziative si intendano assumere al fine di assicurare la tutela della salute dei lavoratori del sito di Casaccia e l'implementazione dei processi di messa in sicurezza degli impianti e delle scorie presenti, mediante la supervisione dell'APAT per una verifica del sito e delle fasi del processo di decomissioning ;
quali siano gli interventi in atto per garantire la continuità dei programmi di medio e lungo termine, anche mediante l'istituzione di un'Agenzia nazionale dei rifiuti radioattivi.

 

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