SENATO DELLA REPUBBLICA 196a SEDUTA PUBBLICA
Interrogazione a risposta scritta
BONADONNA
Al Ministro dell'economia e delle finanze
Premesso che:
Italease è una banca operante dal 2005 nel settore del leasing con numeri di tutto rispetto (si parla di 26.500 nuovi contratti per oltre 6.300 milioni di euro, e un turnover nel factoring pari a 12,8 miliardi di euro, dati al 31 dicembre 2005), e partecipata da: Banca Popolare di Verona e Novara, Banca Popolare Emilia Romagna, Banca Antonveneta, Banca Popolare di Sondrio, Reale Mutua Assicurazioni, Banca Popolare di Milano. Già dal mese di giugno, Italease aveva sofferto per le voci, poi confermate, del coinvolgimento dell'amministratore delegato Faenza nel libro degli indagati per la vicenda dell'immobiliarista Danilo Coppola;
in un valzer di voci e smentite, il titolo Italease aveva subìto forti oscillazioni di prezzo a Piazza Affari, poi la società comunicò che la sua esposizione nei confronti della famiglia Coppola era limitata a 66,1 milioni di euro, e quindi gestibile mediante le proprie garanzie finanziarie. Tale dichiarazione permise al titolo di recuperare terreno, nonostante alcuni fondi stessero riducendo l'entità di titoli Italease in loro possesso. Tuttavia una scure ben più pesante si è ora abbattuta su Italease, scatenando un vortice di vendite e un crollo del titolo di circa il 30% nell'ultima settimana di giugno, e provocando (oltre alla caduta, più modesta, delle quotazioni delle banche controllanti) immediate revisioni al ribasso dei giudizi da parte di alcune banche d'affari;
a quanto risulta, dietro la richiesta di precise informazioni da parte della Consob, Italease ha dichiarato che l'entità della sua esposizione, in termini di strumenti derivati con la clientela, è ascesa alla “rispettabile” cifra di 400 milioni di euro, dai 225 milioni del 2006. La cosa più grave, ad avviso dell'interrogante, è che la società ha giustificato l'impennata dell'importo in derivati con “l'evoluzione del mercato”. Ovviamente, così come prima della notizia abbondavano target price generosi e giudizi benevoli e ottimistici, a distanza di pochi giorni si sprecano ora tagli di target price di oltre il 30% e di pari passo tagli sulle stime degli utili di quasi il 50% per i prossimi tre anni. Inoltre, alcuni fondi hanno ridotto o azzerato la quantità di titoli Italease in loro possesso;
ovviamente uno scenario così altalenante getta nel disorientamento più profondo coloro che si accingono, o si accingevano, ad investire sul titolo, ma più ancora coloro che già lo posseggono. Persino qualche analista afferma che il titolo ora non ha una base precisa di valutazione, come dire che non esistono precisi punti di riferimento, e questo risveglia nei risparmiatori e negli azionisti la terribile sensazione di veder svanire nelle loro mani gran parte del capitale da loro investito senza confortanti attese di recupero;
considerato, inoltre, che:
il Consiglio di amministrazione della società dei leasing Italease ha recentemente deliberato un aumento di capitale per un importo di 600 milioni di euro, elevabile fino a 700 milioni, mediante emissione di azioni da offrirsi in opzione agli aventi diritto. Secondo quanto riportato dalla stampa, l'istituto avrebbe chiesto ai propri clienti di rientrare velocemente dalle posizioni in perdita sui contratti derivati, con l'obiettivo di limitare il passivo di bilancio;
tali notizie diffuse dalla stampa in relazione ai titoli emessi o, comunque ai prodotti finanziari “derivati” offerti da Italease stanno creando allarme e preoccupazione tra i risparmiatori; tali preoccupazioni risultano inoltre alimentate dalla notizia secondo cui le operazioni di offerta non sono autorizzate né adeguatamente monitorate dall'istituto di vigilanza,
si chiede di sapere:
se risponda al vero quanto riportato dalla stampa circa la mancata sottoposizione di autorizzazione da parte della Banca d'Italia dei titoli emessi, o comunque dei “derivati” offerti, da Italease;
se risulti quali siano le conseguenze che ha tratto la Banca d'Italia;
quali siano i controlli effettuati finora su tali emissioni dagli uffici di vigilanza;
se risulti, più in generale, quali siano le iniziative che la Banca d'Italia intende assumere con tempestività sulla situazione di Italease, anche a seguito dei recenti accertamenti ispettivi;
se, nel frattempo, siano state promosse procedure sanzionatorie;
se, a livello di sistema, la situazione delle banche in derivati sia tranquillizzante ovvero se sussistano le condizioni per necessari interventi preventivi, per evitare il riproporsi di casi analoghi a quello di Banca Italease e di intervenire tardivamente;
quali siano i progettati interventi a tutela dei risparmiatori della banca milanese.