Risulta agli interroganti che:
ai senatori Bonadonna e Martone il 4 ottobre 2006 era stato impedito, da agenti della Polizia municipale in borghese, di accedere ai locali del centro sociale “Angelo Mai”, e successivamente, anche denunciati dai suddetti agenti;
su tale episodio il Gruppo di Rifondazione comunista al Senato ha già presentato l'interpellanza urgente ai Ministri della giustizia e dell'interno;
considerato che:
nel corso di preliminari difensivi, volti anche a predisporre una controquerela per calunnia e diffamazione, si è appreso che gli agenti della Polizia municipale in questione farebbero parte di un gruppo speciale di una settantina di vigili urbani che non risponderebbero agli ordini del Comandante del Gruppo “Sicurezza sociale urbana” bensì al Gabinetto del Sindaco, e non avrebbero un campo definito di intervento con relative regole;
questi circa settanta vigili rappresentano quasi la metà della dotazione organica del Gruppo Sicurezza Urbana e godrebbero di trattamenti economici e normativi particolari;
oltre a questo Gruppo ne sono stati costituiti altri alle dirette dipendenze di alcuni Assessori e che tali Gruppi sono formati anche da dipendenti comunali dei settori amministrativi ai quali verrebbe assegnata una qualche qualifica di polizia;
un'organizzazione sindacale dei lavoratori della Polizia municipale, denunciando questo stato di cose, chiede che tali Gruppi speciali rientrino in quelli ordinari previsti dall'ordinamento del Corpo dei Vigili urbani di Roma,
si chiede di sapere:
se si ritenga legittima la formazione di questi nuclei speciali sottratti al naturale ordinamento del Corpo dei Vigili urbani, e se si conoscano precisamente il loro numero e il loro trattamento economico quantificato in ore di lavoro straordinario;
in base a quali norme, eventualmente, questi Gruppi siano stati costituiti;
se ritengano legittima la costituzione di questa sorta di “guardia pretoriana”, in questo caso “capitolina” impegnata, a quanto pare, a discrezione del Gabinetto del Sindaco e, perciò, alla sostanziale dipendenza diretta del Sindaco di Roma, e quali siano i motivi e le norme per cui gli agenti che ne fanno parte agiscano “in borghese”;
se non ritengano, anche alla luce di quello che a giudizio degli interroganti è un incredibile atto di arbitrio nei confronti dei senatori Bonadonna e Martone, necessario intervenire per il ripristino del naturale ordinamento, anche al fine di garantire i diritti dei cittadini e la trasparenza nella imputazione delle responsabilità degli interventi o delle omissioni da parte dei dipendenti pubblici di cui anche i Vigili urbani di Roma