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| INTERVENTO DEL 27 GIUGNO 2006 | ||
Intervento di Salvatore Bonadonna. 8ª COMMISSIONE PERMANENTE (Lavori pubblici, comunicazioni) Signor Presidente, colleghi, proprio per rispettare al massimo i tempi non farò alcuna considerazione di ordine generale e dirò subito che condivido quelle avanzate dal collega Brutti e dal collega Montalbano. Vi sono tre questioni sulle quali, esprimendo il mio apprezzamento per le comunicazioni del Ministro, vorrei dare un contributo in termini di puntualizzazione o comunque di indicazione per quanto ci riguarda e per le valutazioni che siamo in grado di fare. In primo luogo, ritengo non sia in discussione il completamento delle opere in corso, da parte di nessuno; invece per quella serie di infrastrutture che sono state individuate, indicate e in parte purtroppo anche appaltate ma per le quali non sono iniziati i lavori credo che ci sia la necessità, sulla base anche della documentazione che il Ministro ci ha lasciato, di procedere ad un'opera di selezione – mi permetto di dirlo – sulla base del programma con cui l'Unione ha vinto le elezioni e ottenuto il consenso. Da questo punto di vista, credo che anche la questione del Ponte sullo Stretto di Messina sia definita in quanto nel programma la decisione al riguardo è chiara. Quindi, le valutazioni di ordine economico e finanziario e gli eventuali danni arrecati dalla scelta del precedente Governo di procedere all'assegnazione dell'appalto, sia pure in una condizione come minimo incauta, sono questioni che vanno viste secondo me in parallelo rispetto alla decisione sull'infrastruttura. Sono anch'io d'accordo nel dire che il quadro che emerge dalla gestione ANAS, sia nella fase del cambio del consiglio di amministrazione sia in quella attuale, ed il rapporto tra ANAS e Autostrade necessitino davvero di una Commissione d'inchiesta. Siamo in presenza, sulla base non soltanto delle dichiarazioni estremamente serie, impegnative e gravi del Ministro, ma anche di quelle informazioni che riusciamo a raccogliere vivendo in ambienti a contatto con le attività produttive che fanno riferimento a questo settore, di una realtà che va conosciuta e indagata fino in fondo. Per esempio, un aspetto che sarebbe il caso di valutare subito potrebbe essere il grado di adempimento da parte della società Autostrade rispetto alla concessione ricevuta: risulta a tutti, infatti, che per il piano di investimenti, per il piano di interventi manutentivi, per il piano di interventi per il completamento della infrastrutturazione dei servizi sulle autostrade, siamo molto vicini allo zero. Ci troviamo pertanto in presenza di un'assoluta inadempienza che già di per sé farebbe venire meno le ragioni della concessione. Sui temi della sicurezza stradale e della sicurezza nei cantieri non mi soffermo, anche perché sono già intervenuti altri colleghi al riguardo. Sarebbe però opportuno che in un'occasione specifica trovassimo il modo di ragionare a fondo sul da farsi, tenendo presente che non vi sono solo responsabilità e competenze di questo Ministero ma che comunque sicurezza stradale e sicurezza nei cantieri sono due questioni sulle quali bisogna intervenire, operando una svolta. Lo spacchettamento non lo abbiamo deciso noi, ma «vuolsi così colà dove si puote ciò che si vuole, e più non dimandare». Un'ultima cosa sull'Autorità. Ricordo quello che ha detto il presidente Prodi, presentando il programma della possibile trasformazione dell'Autorità di vigilanza sui lavori pubblici in un'agenzia snella. Siamo in presenza – e il Ministro lo conosce – di un decreto del precedente Governo che autorizza o autorizzerebbe la chiamata di 422 persone, il che trasformerebbe l'Autorità di vigilanza. Roma, martedì 27 giugno 2006 |
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