Intervento di Salvatore Bonadonna.
Senatore eletto di Rifondazione Comunista, Vice Presidente della Commissione Finanze e Tesoro del senato PRC-SE e responsabile del Dipartimento Mezzogiorno di Rifondazione Comunista – Sinistra Europea
SENATO DELLA REPUBBLICA 81a SEDUTA PUBBLICA
Seguito della discussione e approvazione del disegno di legge:
(1132) Conversione in legge, con modificazioni, del decreto-legge 3 ottobre 2006, n. 262, recante disposizioni urgenti in materia tributaria e finanziaria (Approvato dalla Camera dei deputati) (Collegato alla manovra finanziaria) (Votazione finale qualificata ai sensi dell'articolo 120, comma 3, del Regolamento) (Relazione orale)
Signor Presidente, sarò molto breve e, eventualmente, consegnerò alla Presidenza l'argomentazione del voto favorevole che il Gruppo di Rifondazione Comunista-Sinistra Europea esprimerà sul decreto fiscale che ci apprestiamo a votare.
Si è svolta una discussione vera e - contrariamente a quanto si può intendere dalla sua rappresentazione in Aula - non possiamo dimenticare il fatto che un confronto di merito sulle questioni, anche registrando interlocuzioni attive e positive tra opinioni ed impostazioni diverse, si è sviluppato nelle sedi delle Commissioni 5ª e 6 ª riunite.
Abbiamo avuto modo - lo abbiamo fatto come Gruppi di maggioranza e l'hanno fatto limpidamente i relatori del provvedimento in titolo - non di svolgere un'operazione di blindatura cieca, ma di dichiarare in termini espliciti che la maggioranza non avrebbe promosso emendamenti al provvedimento in esame, alla luce di un ragionamento molto semplice e molto lineare.
Questo provvedimento si configura come lo strumento per dare copertura finanziaria per circa 7 miliardi di euro alla finanziaria. Quindi, esso s'inserisce in un meccanismo complessivo della manovra che il Governo ha proposto al Parlamento e che perfezioneremo nella fase, nel corso della prossima settimana, in cui avvieremo nel merito il confronto sulla finanziaria.
Sulla base di questo, per altro, si è provveduto ad un confronto serrato anche con il Governo, oltre che tra le forze politiche, traducendo in una serie di ordini del giorno, accolti dal Governo, indicazioni che derivano anche da valutazioni critiche rilevate su questo provvedimento.
È noto che la nostra impostazione di una manovra economica l'avremmo preferita diversa; non ne abbiamo fatto mistero. Abbiamo, tuttavia, puntato comunque ad una manovra che avesse un equilibrio forte tra risanamento, equità e sviluppo. Questo penso che ci sia; certo, se si pensa che questo possa rappresentare una sorta di costruzione di una società da «Grande fratello» di orwelliana memoria per il semplice fatto che si chiede e si propone di organizzare un sistema che in tutti i Paesi democratici, di democrazia liberale e di economia capitalista, è diffuso ed è sistema corrente, evidentemente con questo ragionamento si nascondono altre motivazioni.
Mi pare tuttavia di poter dire - e lo hanno detto del resto per Rifondazione Comunista i senatori Tecce e Albonetti che sono intervenuti nel merito - che abbiamo accettato coerentemente la sfida di contribuire a realizzare gli obiettivi che nel programma dell'Unione ci eravamo prefissati.
Questi obiettivi continueremo a perseguirli anche nella fase di discussione della finanziaria e sono convinto che il segnale che il Governo ha inteso recepire in sede di Commissione, ancora di più debba impegnarlo responsabilmente a interloquire positivamente anche nella fase di discussione della finanziaria. (Applausi dal Gruppo RC-SE).