Intervento di Salvatore Bonadonna.
Senatore eletto di Rifondazione Comunista, Vice Presidente della Commissione Finanze e Tesoro del senato PRC-SE e responsabile del Dipartimento Mezzogiorno di Rifondazione Comunista – Sinistra Europea
SENATO DELLA REPUBBLICA 110a SEDUTA PUBBLICA
RISPOSTA all'interrogazione 3-00257 sull'affidamento di lavori da parte della Società di gestione impianti nucleari e all'interrogazione 3-00258 sulla sicurezza del Centro ricerche Casaccia.
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L'interrogazione 3-00257 sull'affidamento di lavori da parte della Società di gestione impianti nucleari.
BUBBICO - Sottosegretario di Stato per lo sviluppo economico .
Occorre innanzitutto ricordare che il decreto legislativo n. 79 del 1999 attribuisce al Ministero dello sviluppo economico il compito di dare indirizzi operativi e strategici per il conseguimento dell'oggetto statutario della SOGIN S.p.a, mentre la competenza sui profili ispettivi delle attività operative della stessa SOGIN è attribuita all'APAT (Agenzia per la protezione dell'ambiente e i servizi tecnici).
L'APAT, infatti, ha avviato una regolare istruttoria per l'accertamento delle cause e delle eventuali responsabilità relative al malfunzionamento verificatosi durante le prove di collaudo dell'impianto anti-incendio asservito ai locali 9 e 10 dell'impianto Plutonio ubicato nel centro di ricerca Casaccia dell'ENEA, ma gestito dalla SOGIN S.p.a.
Il Ministero dell'ambiente ha comunicato, a riguardo, che nell'ambito dell' iter per il rilascio del certificato di prevenzione incendi per l'impianto Plutonio, i Vigili del fuoco hanno richiesto l'installazione di nuove serrande tagliafuoco sulle tre linee di mandata del sistema di ventilazione dell'impianto.
Ad installazione ultimata, è iniziato il collaudo funzionale dei nuovi componenti. Il collaudo prevedeva una simulazione di incendio nei vari locali con la verifica della sequenza degli interventi dei dispositivi di azionamento ed interblocco. Il collaudo veniva svolto per i differenti locali sulla base delle procedure normalmente applicate dal personale dell'impianto negli interventi di manutenzione e nelle prove periodiche.
Dette procedure prevedono che nelle fasi di prove sia esclusa la scarica dell'estinguente. In data 30 ottobre, il programma era pressoché terminato. Rimaneva da eseguire la prova del locale 9, il locale di deposito. Nel corso della prova, sebbene fosse stato escluso l'intervento automatico del sistema di estinzione, per un guasto nella scheda di controllo del sistema antincendio relativo al locale 9 questa esclusione di fatto non è avvenuta causando così la scarica simultanea nel locale di 36 bombole di estinguente.
La sovrapressione generatasi ha divelto la porta tagliafuoco posta tra il locale 9 e il corridoio di comunicazione con il corpo principale dell'impianto e provocato la rottura di tre porte adibite ad uscita di emergenza verso l'esterno poste nel corridoio di collegamento dei laboratori.
Immediatamente dopo l'evento sono stati presi provvedimenti per ripristinare il contenimento statico chiudendo la porta di sicurezza del locale 9 e sigillando le porte di emergenza danneggiate. Si è provveduto, inoltre, al distacco materiale delle bombole di estinguente del locale 9. Le misure di contaminazione radioattiva effettuate all'esterno impianto nelle immediate vicinanze delle porte di emergenza hanno fornito valori non distinguibili dal valore di fondo.
Le misure di contaminazione radioattiva effettuate nelle aree interne dell'impianto coinvolte dall'evento (locale 9 e corridoio) e, successivamente, nei laboratori hanno fornito valori equiparabili ai valori rilevati nelle periodiche misure svolte in base al programma di sorveglianza fisica della radioprotezione dell'impianto. Secondo quanto comunicato dall'ENEA, dai primi accertamenti fatti dalle squadre radiometriche dei Vigili del fuoco e dalle forze dell'ordine prontamente intervenute sul luogo, nonché da controlli ambientali eseguiti dall'ENEA stesso, non risultano contaminazioni né nell'impianto interessato dal malfunzionamento, né all'esterno di esso.
In particolare, il personale presente o sopraggiunto nelle aree, anche potenzialmente interessate dall'evento, è stato sottoposto al controllo della contaminazione esterna e all'analisi del muco nasale. Inoltre, il personale presente nel corridoio interessato dall'evento o nelle vicinanze è stato sottoposto, come intervento immediato e in via cautelativa, alle metodologie di controllo e di verifica a bassa energia. Questo esame consente di accertare in modo pronto se vi sia stata una contaminazione interna di un certo rilievo. Tutti gli esami hanno dato esito negativo.
Avendo potuto escludere contaminazioni interne acute, gli accertamenti sanitari per i lavoratori sono proseguiti secondo quanto previsto dal programma di radioprotezione in uso presso l'impianto. A seguito dell'evento, la SOGIN sta svolgendo, oltre ad una manutenzione straordinaria dei sistemi di rilevazione, estinzione incendio e del sistema di valutazione, anche un riesame delle logiche di interconnessione dei suddetti sistemi. Il risultato delle analisi in corso potrebbe comportare la revisione delle procedure di prova nonché interventi di miglioria sui sistemi in questione e sulle logiche di interblocco e di attuazione.
L'APAT, comunque, sta svolgendo una serie di accertamenti indipendenti dai quali, oltre ad eventuali violazioni, potrebbero emergere ulteriori indicazioni circa l'opportunità di intervenire sulle attuali procedure o sulle vigenti prescrizioni.
Verifiche più generali sono state avviate sulle modalità di gestione da parte della SOGIN delle attività di conduzione degli impianti, ad evitare il ripetersi di eventi che, come quello in questione, si sono manifestati nel corso degli ultimi tempi.
Voglio aggiungere che questi episodi denotano una problematica della quale l'APAT e la SOGIN vorranno farsi carico a tutela della salute dei lavoratori impegnati in quegli impianti, ma anche dei cittadini residenti nelle aree contermini agli impianti stessi.
BONADONNA (RC-SE) . Signor Presidente, prima di replicare, vorrei chiedere al Sottosegretario se può rispondere anche alla successiva interrogazione sullo stesso argomento. Infatti, preferirei dare una valutazione congiunta delle due risposte.
L'interrogazione 3-00258 sulla sicurezza del Centro ricerche Casaccia.
BUBBICO - Sottosegretario di Stato per lo sviluppo economico . Come già evidenziato nel precedente atto di sindacato ispettivo, la disciplina normativa vigente attribuisce al Ministero dello sviluppo economico il compito di dare indirizzi operativi e strategici per il conseguimento dell'oggetto statutario della SOGIN Spa, mentre la competenza sui profili ispettivi delle attività operative della stessa è attribuita all'APAT.
Aggiungo che nelle situazioni in esame sono intervenuti poi provvedimenti e poteri speciali conferiti attraverso un'ordinanza che avrebbe dovuto garantire interventi efficaci a tutela della salute dei cittadini e della salubrità dell'ambiente. Gli episodi purtroppo dicono che le cose non sono andate esattamente come avrebbero dovuto.
I quesiti posti dall'interrogazione trattano, prioritariamente, i seguenti aspetti relativi alle attività svolte presso l'area disattivazione SOGIN Spa, ubicata nel centro ricerca Casaccia dell'ENEA: la bonifica delle scatole a guanti ubicate nell'impianto Plutonio e la bonifica dell'area OPEC-1.
Sulla base delle informazioni fornite dal Ministero dell'ambiente e, in particolare, dall'APAT, si evidenzia quanto segue.
Riguardo al primo aspetto, si rileva che nel corso di analisi di routine per la valutazione di eventuali ingestioni-inalazioni di radioisotopi, effettuate tra la fine di luglio e l'inizio di agosto 2006, previste dal programma di sorveglianza di radioprotezione dei lavoratori dell'impianto Plutonio, si sono verificati sette casi anomali. Le analisi eseguite, secondo quanto previsto nei protocolli di sorveglianza della radioprotezione dei lavoratori applicati dalla SOGIN Spa, adottavano la tecnica radiotossicologica della spettrometria degli escreti.
Le valutazioni di dose efficace dovuta alla contaminazione interna sono state effettuate sulla base dei dati risultanti dalle analisi secondo protocolli internazionali riconosciuti. Le dosi efficaci calcolate sono risultate inferiori e solo in un caso circa uguali ad un millesimo di Syvert.
A seguito della comunicazione dei risultati delle analisi inviata dal laboratorio, il datore di lavoro ne ha data informazione ai lavoratori interessati e l'impianto è stato messo in stato di «impianto in carico», sospendendo, pertanto, le attività in corso ed avviando un'indagine per accertare le cause dell'evento. I risultati dell'indagine mostrano che la causa più probabile sia da attribuire ad una contaminazione residua riscontrata sull'esterno di una «scatola a guanti».
Successivamente, è stata avviata una campagna straordinaria di misure per verificare l'esistenza di eventuale contaminazione. Tale campagna è stata estesa a tutte le aree operative dell'impianto Plutonio.
I lavoratori risultati positivi alle analisi sono classificati, ai fini della radioprotezione, come lavoratori esposti di categoria A per i quali la legge stabilisce un limite di dose efficace annua di 20 millesimi di Syvert. I valori di dose efficace valutati per l'episodio in questione non pongono particolari obblighi di segnalazione da parte del datore di lavoro in quanto nettamente inferiori ai limiti di legge.
L'impianto Plutonio è autorizzato all'esercizio da una licenza rilasciata ai sensi dell'articolo 50 del decreto legislativo 17 marzo 1995, n. 230. Tenuto conto della definitiva cessazione delle attività nucleari, la licenza di esercizio autorizza esclusivamente le attività di messa in sicurezza propedeutiche al suo completo smantellamento e la gestione dei rifiuti derivanti da dette attività. In questo ambito la bonifica delle scatole a guanti, operazione peraltro già ampiamente svolta in passato, rientra tra le normali attività previste dalla vigente licenza di esercizio.
I rifiuti prodotti sono, come stabilito dalle procedure in atto, confezionati e inviati al complesso di trattamento e gestione dei rifiuti radioattivi del centro della Casaccia gestito dalla Nucleco Spa.
II gruppo operativo dell'impianto Plutonio è formato sostanzialmente da personale ENEA già in organico presso il suddetto impianto e trasferito con comando dall'ENEA alla SOGIN all'atto del trasferimento alla suddetta società della titolarità della licenza di esercizio. Si fa presente, inoltre, che sei dei sette lavoratori risultati positivi alle analisi sono lavoratori ENEA in comando alla SOGIN ed uno è invece dipendente SOGIN.
Per quanto riguarda l'evento in questione, l'APAT ha svolto, nell'ambito dei compiti attribuiti dal citato decreto legislativo n. 230 del 1995, un'azione di polizia giudiziaria volta ad accertare la sussistenza di eventuali aspetti penalmente rilevanti. Gli esiti di questa azione sono di competenza della magistratura.
Per quanto riguarda, infine, la zona denominata Area Waste-B dell'impianto OPEC-1 si informa che, per ridurre il rischio di possibili diffusioni di radioattività all'esterno della cella di calcestruzzo interrata, nella quale è collocato il serbatoio metallico da 22 metri cubi circa, sono stati estratti e confezionati, come rifiuti radioattivi, i materiali rimovibili presenti nella cella stessa. Si tratta, in particolare, di uno strato di magrone e di sabbia, presenti nella camera superiore della cella nonché di acqua e di fango, presenti nella sezione inferiore a contatto con il serbatoio. Sono stati, infine, ripetuti i rilievi geognostici utilizzando le perforazioni effettuate nel 2002. Anche in questo caso i risultati, come nel 2002, hanno escluso la diffusione di radioattività all'esterno della cella di calcestruzzo.
Tra l'altro, come è noto, il nuovo assetto di vertice della SOGIN, reso snello e più operativo dall'ultima legge finanziaria, si è appena insediato e si troverà ad affrontare tutte le questioni e i problemi connessi ai compiti ad essa assegnati nel 1999, relativi allo smaltimento e alla gestione delle scorie del nucleare innanzi tutto con la messa in sicurezza dei detriti e la riconversione delle vecchie centrali atomiche ora chiuse.
Dalle due interrogazioni emerge un quadro di precarietà che andrebbe immediatamente superato e che sicuramente vedrà il nuovo vertice della SOGIN impegnato ad adottare tutte le misure necessarie a gestire le attività di messa in sicurezza e di custodia dei siti e dei materiali in essi presenti in termini di maggiore accortezza, tanto da offrire le ordinarie e minimali garanzie richieste dalle norme internazionali in materia.
BONADONNA (RC-SE) . Signor Presidente, ringrazio il sottosegretario Bubbico per le risposte e manifesto anche una relativa soddisfazione perché, al di là della relazione sui due avvenimenti oggetto delle interrogazioni, nelle considerazioni finali, mi pare vi sia, con riferimento alle prime misure contenute nella finanziaria e al nuovo vertice della SOGIN, una conferma delle valutazioni contenute nelle interrogazioni. Si tratta della conferma, cioè, di una gestione gravemente deficitaria, sotto tutti i punti di vista, di una società come la SOGIN in un rapporto con un'altra società di estrema importanza strategica come l'ENEA.
Noi constatiamo, anche attraverso le modalità con cui quegli incidenti sono avvenuti e le modalità con cui la SOGIN , invece di produrre una reazione immediata, specialmente nel caso della contaminazione dei sette lavoratori, ha lasciato trascorrere dei mesi dagli incidenti stessi prima di intervenire con ulteriori verifiche e, a poco a poco, cominciare a lavorare sugli impianti, che gli interventi risolutivi sono oggetto di decisioni recenti e perfino successive alla nomina del nuovo consiglio d'amministrazione. Ci rendiamo conto che noi, come Paese, e i lavoratori interessati siamo stati esposti a rischi gravissimi. Quando il Sottosegretario parla di ripristino di condizioni ordinarie e minimali vuol dire che eravamo in una condizione di estrema pericolosità.
Quello che è peggio, sottosegretario Bubbico, è che i lavoratori e i rappresentanti sindacali che hanno segnalato, sia in occasione di incontri sindacali con la direzione aziendale, sia in occasione di incontri parlamentari con rappresentanti del Parlamento, lo stato delle cose, sono stati, e credo siano tuttora, almeno qualcuno, oggetto di attenzioni minacciose da parte della vecchia direzione SOGIN e di atteggiamenti comunque discriminatori, nel senso del disconoscimento dei loro valori professionali. Tra l'altro, erano stati già, nei cinque-sei anni precedenti, discriminati a favore e a vantaggio di quelle persone che sono indicate dall'interrogazione, di cui non ripeto i nomi e gli incarichi, ma che si dimostrano, come l'interrogazione mette in evidenza, non in grado di gestire impianti e situazioni come quelle che si sono determinate. Peraltro, siamo in presenza di personale non qualificato, non preparato, senza il possesso delle autorizzazioni; Ebbene, a questo personale sono stati affidati, sia con incarichi diretti, sia mettendo da parte i responsabili dei progetti e coloro i quali avevano la titolarità e le qualificazioni professionali adeguate, ruoli sproporzionati al loro incarico.
Nella precedente interrogazione 3-00257 avevo chiesto come mai la SOGIN avesse affidato a trattativa privata alla società ELECTRON, ancorché del gruppo Finmeccanica, lavori di manutenzione straordinaria riguardanti il rifacimento del quadro elettrico. Non c'è dubbio infatti che la società ELECTRON, che pure ha i titoli per intervenire su altri settori sempre di competenza dell'ENEA e della Casaccia, non ha alcuna competenza in materia di quadri elettrici. L'incidente dell'esplosione delle 36 bombole di anidride carbonica, che poteva diventare davvero catastrofico, avviene proprio in ragione di un difetto di realizzazione dei collegamenti nel quadro elettrico. È andata bene così, ma se per caso la porta blindata fosse stata chiusa dall'operatore che doveva realizzare l'intervento, non soltanto costui sarebbe stato disintegrato, ma l'intera costruzione sarebbe esplosa in ragione della massa di 36 bombole di anidride carbonica e dell'attivazione di processi che vedono interessato direttamente il plutonio nel sito specifico della Casaccia.
A me fa piacere che il Governo abbia affidato alla SOGIN anche la revisione di compiti e di procedure e mi auguro che questo possa portare rapidamente a una messa in sicurezza degli impianti, all'intervento relativo alle centrali nucleari in dismissione, che rappresentano un altro degli elementi di possibile contaminazione.
Mi auguro che da parte dell'Agenzia per la protezione dell'ambiente e per i servizi tecnici (APAT) ci sia anche maggior attenzione e maggior prontezza. In occasione della segnalazione telefonica dell'incidente relativo all'esplosione, infatti, ho cercato di contattare immediatamente il capo della Protezione civile, il presidente e il direttore generale dell'APAT e solo dopo quattro ore sono riuscito ad avere un collegamento, nel quale, tra l'altro, mi è stato detto che si trattava di un banale incidente, che era esplosa una bombola, ma che tutto andava bene. Contemporaneamente, invece, mi arrivavano le informazioni dei lavoratori, dei tecnici dell'impianto che mi raccontavano come stavano realmente le cose, comprese le verifiche che i Carabinieri e i Vigili del fuoco, appena arrivati, avevano iniziato a fare non soltanto sull'impianto, con gli interventi di tamponamento precario con le schiume di resina, ma anche sulle secrezioni mucose dei lavoratori.
Prendo atto, con soddisfazione, della completezza dell'informazione e auspico che sugli elementi segnalati vi possa essere, anche in Commissione, un'informazione più completa che riguardi non solo lo stato di revisione dei compiti, ma anche la verifica dell'opportunità che la SOGIN , in quanto tale, continui a essere referente prioritaria dell'ENEA o non si debba, nel quadro della sua riorganizzazione, puntare ad un altro assetto.