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| INTERVENTO DEL 12 LUGLIO 2006 | ||
Intervento di Salvatore Bonadonna. SENATO DELLA REPUBBLICA 16a SEDUTA PUBBLICA Dichiarando il voto favorevole e la disponibilità del suo Gruppo a discutere proposte strutturali di riforma dell'IRAP, ricorda che l'imposta, il cui consistente gettito finanzia la spesa sanitaria delle Regioni, fu prevista in sostituzione di numerosi altri tributi,introducendo elementi di notevole semplificazione per gli adempimenti fiscali delle imprese. Le modifiche introdotte dalla Camera dei deputati inattuazione di norme previste dal precedente Esecutivo rispondono all'esigenza di ripianare i disavanzi nella spesa sanitaria di alcune Regioni; al riguardo si evidenzia la grave responsabilità della precedente Giunta regionale del Lazio la cui gestione è oggetto di inchieste amministrative e giudiziarie. Invita, infine, il Governo ad elaborare criteri razionali ed equilibrati per la modifica dei canoni di concessione del demanio marittimo. Signor Presidente, il Gruppo Rifondazione Comunista-Sinistra Europea annuncia il voto favorevole sul disegno di legge che converte il decreto sull'IRAP e sui canoni demaniali marittimi. Abbiamo illustrato, sia in Commissione, sia in sede di discussione generale, le ragioni che, peraltro, sono state richiamate oggi dal relatore alla Commissione finanze e ribadite dal sottosegretario Grandi. Può darsi che verrà il momento in cui discuteremo dell'IRAP, della sua struttura e delle sue ragioni. A me però preme ricordare che l'IRAP, quando nacque, al di là di come si può giudicare oggi, sostituì un'altra serie di imposte e, in qualche misura, ebbe un effetto di semplificazione per la vita delle imprese. Non c'è dubbio che, come ricordava il sottosegretario Grandi, l'IRAP costituisce oggi una delle fonti principali di alimentazione delle entrate del bilancio dello Stato e del bilancio delle Regioni. Vorrei inoltre ricordare ai colleghi che oggi sono all'opposizione non soltanto che nei cinque anni in cui hanno governato si sono dovuti rendere conto che non si poteva cancellare con un tratto di penna l'IRAP, ma anche che lo stesso meccanismo che induce il Governo a presentare questo decreto, e ha poi indotto la Camera dei deputati ad apportarvi degli emendamenti, deriva da una norma della legge finanziaria approvata nella passata legislatura con il Governo Berlusconi. Sto parlando della norma secondo cui le Regioni che non avessero rispettato in maniera coerente il perseguimento degli equilibri nella spesa sanitaria sarebbero state assoggettate all'ingrato compito di provvedere con l'aliquota massima dell'IRAP ed, eventualmente, addirittura con una maggiorazione del prelievo sull'IRPEF. Se oggi ne stiamo discutendo è in ragione di un meccanismo legislativo, perfino naturale e comprensibile per chi governa, che in qualche modo doveva dare una risposta al deficit che in alcune Regioni si sarebbe potuto verificare nella gestione della spesa sanitaria, come in effetti si è verificato. Alla fine, delle sei Regioni che avevano sforato, soltanto la Liguria è riuscita a rientrare nei parametri, per cui quella stessa Regione e i suoi contribuenti non sono costretti a tale maggiorazione. Come ho detto in un'altra occasione, se la gestione sanitaria della Regione Lazio nella passata legislatura fosse stata meno inquinata dalla facilità con cui sono stati spesi a valanga finanziamenti per accreditare strutture private (al punto tale che la gestione della sanità nel Lazio è sottoposta non soltanto a inchieste di tipo amministrativo o a verifiche di contabilità, ma a indagini severe della magistratura), probabilmente anche i contribuenti del Lazio sarebbero stati trattati come quelli della Liguria. In realtà non è stato così. Vedremo poi quali saranno gli esiti degli accertamenti giudiziari; certamente i però primi effetti, che sono quelli finanziari, gravano sulle imprese del Lazio in ragione della politica sanitaria sciagurata condotta dalla Giunta Storace. Possiamo ragionare in termini equilibrati su questa norma, anche alla luce di quanto ci viene detto dal Governo, riflettendo sulla struttura dell'IRAP e non soltanto su di essa. Abbiamo sentito anche colleghi di maggioranza dibattere, sia in Aula che in Commissione, sull'opportunità di rivedere la struttura di questa imposta. Uno dei punti su cui riflettere può essere probabilmente il rapporto tra il prelievo e la quantità di occupazione; può darsi che legare il prelievo al valore aggiunto dell'impresa piuttosto che all'occupazione sia un altro punto su cui si possa riflettere. Credo che peraltro alcune Regioni abbiano già operato in questa direzione e quindi non penso che, anche in un prossimo futuro, non si possa ragionare su questo elemento. A me pare comunque importante sottolineare che in questa fase si sia dovuto in qualche modo ricorrere a tale misura per far sì che venissero coperti i deficit della spesa sanitaria di alcune Regioni. Può essere considerata un'incongruenza il fatto che coloro i quali vengono messi nella condizione di pagare il tributo entro il 20 luglio siano sottratti alla maggiorazione dello 0,40 per cento? Credo di no, perchè i contribuenti, grazie alle notizie di stampa che via via rendevano note le condizioni, hanno aspettato di capire se dovevano pagare la quota decisa o l'aliquota massima prevista nel caso di sforamento del deficit sanitario. Mi pare che, tutto sommato, sia un fatto di ordinaria amministrazione che in questa fase di inizio legislatura si carica di un appesantimento politico nel confronto interno sia in Commissione che in Aula. C'è un tema su cui desidero richiamare l'attenzione dell'Aula: i canoni demaniali marittimi. E' necessario prendersi quel mese in più di tempo per poter ristrutturare detti canoni... infatti, siamo in presenza di una struttura assolutamente rigida e inadeguata. Dal demanio marittimo possono derivare entrate maggiori per lo Stato perchè – ripeto – attualmente siamo in presenza di canoni ridicoli. La grida manzoniana con cui si pensava di accrescere del 300 per cento gli attuali canoni – il Governo che l'ha decisa nella scorsa legislatura ovviamente l'ha lasciata cadere – fa sì che oggi si debba intervenire con razionalità nel definire, anche alla luce dell'ordine del giorno che il Governo ha fatto proprio e che è stato approvato in Commissione, una struttura di prelievo equilibrata per i canoni demaniali marittimi.
Roma, mercoledì 12 luglio 2006 |
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