Intervento di Salvatore Bonadonna.
Senatore eletto di Rifondazione Comunista, Vice Presidente della Commissione Finanze e Tesoro del senato PRC-SE e responsabile del Dipartimento Mezzogiorno di Rifondazione Comunista – Sinistra Europea
SENATO DELLA REPUBBLICA 196a SEDUTA PUBBLICA
Signor Presidente, sono un comunista reazionario, che ha imparato ad essere reazionario a 17 anni, quando ha cominciato a frequentare una persona, arrivata in Sicilia al mio paese, che si chiamava Danilo Dolci, per fare i primi digiuni per sostenere una famiglia di pescatori e che cominciò poi, e coinvolse noi ragazzi, a fare lo sciopero della fame e lo sciopero alla rovescia, che consisteva nell'andare a lavorare a sistemare le trazzere malgrado non ci fossero le autorizzazioni, ma per rivendicare un lavoro.
A quelli più adulti - io ancora ero minorenne - quell'operazione costò un processo che vide i più grandi avvocati di allora e lo stesso Calamandrei venire a difendere Danilo Dolci e tutti quei banditi reazionari che avevano fatto lo sciopero alla rovescia.
Sono cresciuto in quella storia, con quella scuola (l'ho fatta nella CGIL, per tanti anni): il confronto di merito sulle posizioni assunte di volta in volta nel e dal sindacato ovviamente ha dato luogo anche ad aspri scontri politici. Se dovessi ricordare - ed il presidente Marini se lo ricorderà meglio di me, perché credo l'abbia vissuto in prima persona - un tentativo d'accordo sulle pensioni, citerei quello del 1967, che portò, attraverso una consultazione di tutti i lavoratori, i segretari confederali di allora (Lama, Storti e Vanni) a ritirare una firma, perché le loro organizzazioni non avevano dato il mandato.
L'accordo sulle pensioni si fece nel 1969, due anni dopo, in seguito allo sciopero generale: nemmeno in quell'occasione, però - devo dire la verità - si disse da parte del Presidente della Confindustria o del Governatore della Banca d'Italia di allora, che erano reazionari coloro che difendevano i lavoratori. E comunque, se reazionario significa difendere coloro che compiono 35 anni di lavoro nei cantieri o nelle fabbriche tessili, vuol dire che mi acconcerò a considerare il termine come di merito: a ciascuno il suo!
Ancora una volta, essendo talmente reazionario da considerare un merito le battaglie dei diritti civili di cui è protagonista storica la ministra Bonino - che mi ha visto e mi vede anche partecipe dell'Associazione Luca Coscioni, che non ritengo compatibile con una posizione reazionaria come quella che esprimerei da comunista - penso che ciò possa portare la Ministra a qualche riflessione collaterale.
Detto tutto questo, però, mi pare che le dichiarazioni rese stamattina in Aula, nella pienezza delle responsabilità della sua funzione e della sua carica, non determinino alcun elemento di ambiguità, anche perché - da reazionario - continuo a difendere il diritto di chi mi giudica tale a dire la sua e ad esprimere la propria opinione, pur diversa e contrastante con la mia. Se mi si dice, però, che la ministra Bonino viene qui a rappresentare il Governo sulla politica comunitaria, sto a questo; sul resto (la lotta ed il confronto politico), il dibattito è aperto, ma la strumentalizzazione certamente no. (Applausi dal Gruppo RC-SE).