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INTERVENTO DEL 1 Agosto 2007 - DISPOSIZIONI URGENTI IN MATERIA FINANZIARIA

Intervento di Salvatore Bonadonna.
Senatore eletto di Rifondazione Comunista, Vice Presidente della Commissione Finanze e Tesoro del senato PRC-SE e responsabile del Dipartimento Mezzogiorno di Rifondazione Comunista – Sinistra Europea

SENATO DELLA REPUBBLICA 208a SEDUTA PUBBLICA

Seguito della discussione del disegno di legge: (1739) Conversione in legge, con modificazioni, del decreto-legge 2 luglio 2007, n. 81, recante disposizioni urgenti in materia finanziaria

BONADONNA (RC-SE) . Signor Presidente, le ragioni del voto favorevole di Rifondazione Comunista-Sinistra Europea in merito sono state esposte dal collega Tecce, quindi mi soffermo soltanto su alcune considerazioni. La prima: ci accusano di essere conservatori e reazionari perché difendiamo i lavoratori dipendenti, i pensionati, i giovani precari e così facendo non ci renderemmo interpreti dei processi di modernizzazione, delle magnifiche sorti progressive che possono venire al Paese dal picchiare sodo sui pensionati e sui giovani precari, accontentando così Almunia e vari altri eurocrati, a cui sembra doversi confermare quotidianamente una sorta di reverenza. Al contrario, noi siamo stati impegnati a trovare delle soluzioni minimali e a partecipare anche alla costruzione di soluzioni impegnative su un terreno che può anche non essere considerato quello proprio, ossia, ad esempio, quello del lavoro autonomo e della piccola e media impresa. Ed è su questo che mi voglio soffermare per rivendicare al lavoro del Senato e della Commissione finanze un ruolo che, al di là della collocazione politica di ciascuno di noi, deve essere riconosciuto. Dopo di che, potremo anche scontrarci sul merito, ma come non valorizzare il fatto che, a proposito della tassazione dei lavoratori autonomi e dei professionisti (i cosiddetti studi di settore), a fronte anche, come dire, di qualche superficialità, di qualche improvvisazione o magari disattenzione da parte del Governo e dell'amministrazione (che avrebbe dovuto dare seguito al protocollo del dicembre 2006 con le associazioni), siamo riusciti a costruire prima una mozione che è stata discussa in quest'Aula e che ha portato un'indicazione esplicita e chiara nei confronti del Governo, e poi una soluzione concordata e contrattata con il Governo, filtrata attraverso la ripresa del confronto tra il Governo e le associazioni imprenditoriali, e che ha dato luogo al testo contenuto nel comma 3- bis dell'articolo 15 del provvedimento in esame?
Ciò rappresenta un fatto di estrema rilevanza, perché in primo luogo ci segnala che l'impostazione finalizzata al recupero di evasione contributiva e fiscale è giusta, tant'è che le previsioni della legge finanziaria assegnate agli studi di settore vengono confermate, malgrado la normativa non fosse particolarmente adeguata. In secondo luogo, perchè, attraverso quel confronto, siamo arrivati a dare degli studi di settore e degli indici di normalità un'interpretazione che, per un verso, mette i contribuenti nella condizione di essere garantiti rispetto all'amministrazione e, per altro verso, mette l'amministrazione nella condizione di dover provare l'eventuale violazione della fiducia da parte del singolo contribuente ma, soprattutto, di poter rivendicare.
Penso che questo sia un fatto molto importante che ci dà la possibilità di dire che, dopo la trasformazione in legge del decreto in esame, un segnale positivo può venire. Infatti, così come si è proceduto, da una parte, verso i pensionati al minimo con un provvedimento esentasse e, dall'altra, con la revisione della normativa sugli studi di settore, in particolare sugli indici di normalità, così noi possiamo prepararci, alla luce del DPEF approvato la settimana scorsa, a costruire un disegno di legge finanziaria che sia in grado anche di correggere sostanzialmente una serie di punti oggetto di accordi tra Governo e organizzazioni sindacali.

 


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