Intervento di Salvatore Bonadonna.
Senatore eletto di Rifondazione Comunista, Vice Presidente della Commissione Finanze e Tesoro del senato PRC-SE e responsabile del Dipartimento Mezzogiorno di Rifondazione Comunista – Sinistra Europea
SENATO DELLA REPUBBLICA 227a SEDUTA PUBBLICA
Ripresa della discussione delle mozioni nn. 135, 138, 144, 145 e 146 Piano industriale Alitalia-Malpensa
BONADONNA (RC-SE) . Signor Presidente, se il tema di cui ci stiamo occupando non fosse estremamente serio e non costituisse un problema strategico di politica economica e di politica settoriale, dei trasporti, della logistica, di strategia di crescita di un Paese, potremmo cavarcela con qualche battuta, come ho sentito fare nel dibattito di questa mattina.
Potremmo far nascere o incentivare una «Air Padania» o una «Moratti Airlines» e avremmo risolto il problema. Purtroppo, non è così. In questo nostro Paese si pensa e si è sempre e pensato di fare gli interventi e le politiche senza un'idea di piano e senza una strategia.
Da questo punto di vista, Malpensa, ma non solo (Malpensa è un fatto rilevante e importantissimo), è il frutto di una politica dei trasporti senza programmazione. Bisognava fare un aeroporto in Lombardia, nel Nord del Paese, perché siamo dentro un'area di concentrazione produttiva tra le più ricche e forti d'Europa e ciò è indubbio.
Non basta questo per localizzare un aeroporto a prescindere, come avrebbe detto Totò, dalle politiche dei trasporti, dalle politiche del settore aeronautico, dai rapporti, nella politica dei trasporti, dell'Italia con gli altri Paesi europei. Ci si è imbarcati in un'operazione che non ha né capo, né coda: solo questa modalità d'intervento sulle opere pubbliche sganciate dai piani di settore può far sì che ci sia una compagnia di bandiera che ha le caratteristiche dell'Alitalia, che non è enorme; e anche se lo fosse, nemmeno quelle che lo sono si mettono in queste condizioni. L'Alitalia è stata messa nella condizione di operare strutturata su due hub , un assurdo; non c'è una compagnia di bandiera al mondo che lavori in questa condizione, su due hub : che distano 500-600 chilometri l'uno dall'altro.
È un assurdo che si spiega con il politicismo, il localismo, il campanilismo, l'approssimazione con cui sono state fatte quelle scelte, per cui oggi Malpensa e Alitalia, nei loro rapporti, si fanno reciprocamente male. Da questo punto di vista, è assurda e stravagante la posizione di tanti liberisti, che ho sentito riecheggiare anche oggi, che a fronte della crisi di Malpensa pensano che essa si salvi, che si possa rilanciare attraverso la cannibalizzazione di Alitalia; non si salva nessuno in questi termini: dobbiamo essere consapevoli di questo.
È bene che le forze politiche responsabili in questo Paese si interroghino su come siamo arrivati a questo punto, perché lo scarico di responsabilità può essere divertente dal punto di vista politico, ma non ci porta da nessuna parte; bisogna cominciare a chiedere chi ha fatto quelle scelte e chi le ha fatte dovrebbe risponderne, perché la vicenda Alitalia-Malpensa non nasce con la formazione del Governo Prodi: è una situazione che va avanti da alcuni anni ed è stata governata da formazioni e Governi di diversa natura.
Il centro-destra ha le sue dirette e pesanti responsabilità; non lo dico per scaricare quelle che oggi sono a carico di questo Governo, ma per dire che se vogliamo affrontare i problemi di Malpensa dobbiamo smettere di fare il gioco dei Pierini, come vedo che si inizia fare, anche perché se all'Alitalia si da una risposta in qualche modo seria, credo possa venirne una ricaduta positiva su Malpensa in termini di cargo , in termini di voli low cost , in termini, forse, di raccordo, di intese internazionali tra Alitalia e altre compagnie anche per le rotte intercontinentali; si deve però trovare una soluzione per Alitalia. La condizione perché ciò avvenga è che Alitalia non muoia, con tutti i becchini che ci sono intorno da anni.
Tra l'altro, Alitalia è stata sovraccaricata dei costi di due hub . Il personale di Alitalia - lo voglio dire al collega della Lega che mi ha preceduto - che sovraccarica gli aerei da Fiumicino a Malpensa e viceversa vola a proprio carico: questo forse non si sa.
MANTICA (AN) . Cioè paga il biglietto? (Commenti del senatore Galli. Richiami del Presidente).
BONADONNA (RC-SE) . No, non paga il biglietto, ma è orario di lavoro non pagato. (Commenti del senatore Galli).
PRESIDENTE. La invito a concludere, senatore Bonadonna.
BONADONNA (RC-SE) . È così. (Commenti del senatore Galli).
PRESIDENTE. La prego, senatore Galli. Dirà la sua in fase di dichiarazione di voto.
BONADONNA (RC-SE) . Informatevi: è così.
PRESIDENTE. Abbia pazienza, senatore Galli; lasci finire il senatore Bonadonna. Replicherà in sede di dichiarazione di voto.
BONADONNA (RC-SE) . Alitalia ha subìto…
GALLI (LNP) . Legga i giornali, anche i suoi, che dicono la stessa cosa.
BONADONNA (RC-SE) . Invece di leggere i giornali, dovreste leggere gli atti.
PRESIDENTE. Senatore Bonadonna, si avvii a concludere.
BONADONNA (RC-SE) . Se non mi interrompono, concludo. Io non ho interrotto nessuno.
PRESIDENTE. Va bene.
BONADONNA (RC-SE) . In questo processo di cosiddetto salvataggio dell'Alitalia, i lavoratori hanno pagato e continuano a pagare in termini di occupazione e di condizioni di lavoro. L'Alitalia Team è la prova più evidente di tutto questo. Se confrontiamo le condizioni del personale operativo di Alitalia con quelle delle altre compagnie, vediamo che il confronto regge alla grande. Dove non regge? Se confrontiamo le strutture di direzione e di amministrazione di Alitalia, che con tutti i Governi di centro-destra e di centro-sinistra hanno mantenuto le loro condizioni di difesa, hanno tutelato i propri privilegi, hanno perpetrato una condizione per la quale…
PRESIDENTE. Deve concludere, senatore.
BONADONNA (RC-SE) . …in realtà si sono salvati grazie al rapporto con la politica. Vogliamo metterci le mani? Lo chiedo al Governo. Sarebbe cosa utile, proprio nella ricerca di una soluzione per attuare il piano Alitalia, intanto sospendere il titolo dalla Borsa ed evitare, come è successo in passato, che i soldi della ricapitalizzazione venissero bruciati in nome della ideologia della privatizzazione e finissero, in buona sostanza, anche nelle tasche dei gruppi dirigenti di Alitalia, che giocano in Borsa sul destino della società e non investono sul suo sviluppo. (Applausi dal Gruppo RC-SE).
Dichiarazione di voto
PALERMO (RC-SE) . Signor Presidente, il Gruppo di Rifondazione Comunista-Sinistra Europea ha già ampiamente espresso la sua posizione sulla problematica generale relativa alla situazione dell'Alitalia. Abbiamo già detto che il trasporto aereo negli ultimi anni è stato interessato da cambiamenti incessanti in direzione della forte liberalizzazione e da una progressiva deregolamentazione che desta in primo luogo preoccupazione in ordine alle ricadute sulle condizioni dei lavoratori e sulla sicurezza e la qualità dei servizi ai passeggeri. Solleva, a nostro giudizio, forti dubbi rispetto agli effettivi vantaggi che ci sembrano in generale tutti da dimostrare.
Riteniamo comunque che il risanamento di Alitalia debba essere volto a mantenere un ruolo autonomo di Alitalia nell'interesse del Paese, e in questo contesto non possiamo cavalcare la contrapposizione tra Milano Malpensa e Roma Fiumicino. A nostro avviso, l'aeroporto di Malpensa deve essere inserito in una logica di sistema rispetto agli altri scali aeroportuali del Nord, anche attraverso il completamento degli interventi infrastrutturali necessari, ma non certo con ulteriori espansioni e potenziamenti che preoccupano i comitati dei cittadini e delle associazioni che vivono su quel territorio.
Auspichiamo che il Governo non rinunci a svolgere un ruolo di programmazione per un razionale sviluppo di tutto il sistema aeroportuale italiano, definendo il piano degli aeroporti all'interno del quadro generale del Piano dei trasporti, e garantendo comunque la valutazione ambientale strategica relativa agli interventi sugli aeroporti finalizzati alla riduzione dell'inquinamento e all'attenzione sull'impatto del territorio, come tra l'altro è specificato nella mozione del centro-sinistra.
Auspichiamo altresì che il Governo metta in campo tutti gli strumenti perché si tenga conto delle esigenze dei lavoratori in termini di tutela dei livelli occupazionali, di qualità del lavoro e di superamento della precarietà.
Poiché molti di questi contenuti sono stati acquisiti dalla mozione del centro-sinistra, voteremo a favore della mozione n. 144, mentre ci asterremo sulle mozioni n. 145 e n. 146 e voteremo contro la mozione n. 135. (Applausi dal Gruppo RC-SE e del senatore Bulgarelli).
Il Senato approva