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INTERVENTO DEL 3 OTTOBRE 2007 - Discussione delle mozioni nn. 124, 141 e 143 Reiezione della mozione n. 124 e degli ordini del giorno G1 e G3. Ritiro delle mozioni nn. 141 e 143 e dell'ordine del giorno G2

Intervento di Salvatore Bonadonna.
Senatore eletto di Rifondazione Comunista, Vice Presidente della Commissione Finanze e Tesoro del senato PRC-SE e responsabile del Dipartimento Mezzogiorno di Rifondazione Comunista – Sinistra Europea

SENATO DELLA REPUBBLICA 228a SEDUTA PUBBLICA

Discussione delle mozioni nn. 124 (testo 2), 141 e 143 sul vice ministro dell'economia e delle finanze Visco Reiezione della mozione n. 124 (testo 2) e degli ordini del giorno G1 e G3. Ritiro delle mozioni nn. 141 e 143 e dell'ordine del giorno G2

BONADONNA (RC-SE) . Signor Presidente, cercherò di essere breve, perché mi riservo di intervenire in sede di dichiarazione di voto sulle mozioni.
Devo dire che le argomentazioni che ho sentito fin qui a sostegno di queste mozioni mi confermano su una problematicità. Credo davvero che ci troviamo all'interno di una procedura un po' strana. È strana nel merito, perché abbiamo discusso e votato sul caso Speciale e sappiamo della rinuncia all'esercizio delle deleghe da parte del vice ministro Visco. Per quanto riguarda il metodo, c'è un procedimento in corso, durante il quale è stata chiesta l'archiviazione, ed è aperto un procedimento amministrativo. Spero che nessuno di noi, ancorché giurista più e meglio di me, intenda esercitare una diretta o indiretta pressione o interferenza sulla magistratura che sta esaminando il caso attraverso una discussione nell'Aula del Senato. Immagino che nessuno pensi di utilizzare un dibattito parlamentare a questo miserevole fine.
Qual è il senso, dunque, di questo dibattito? Capisco che per l'opposizione esso costituisca una ghiotta occasione per «girare il fumo con la manovella», come avrebbe detto Ernesto Rossi, ma anche - ed è inevitabile - per continuare una polemica aperta sulla politica fiscale.
Il vice ministro Visco, nel bene e nel male, che sia simpatico o antipatico, che abbia un buon carattere o un carattere discutibile, è ormai il simbolo della lotta all'evasione ed è indicato come l'uomo nero della politica fiscale. La sua delegittimazione è immediatamente funzionale all'inviare ai poveri evasori perseguitati il segnale che c'è chi li difende e vuole rappresentarli.
Questo è il punto! Quindi, sarebbe bene ragionare in questi termini. Che senso ha, invece, impegnare il Governo a distribuire in un modo o in un altro le deleghe? È forse questa una competenza del Senato? Noi possiamo decidere come il Presidente del Consiglio distribuisce le deleghe all'interno al Governo? È possibile impegnare il Governo a chiedere le dimissioni ad un Vice ministro? Che senso ha tutto ciò se non quello di una dichiarazione politica al solo scopo di ribadire che stiamo svolgendo un confronto politico? Se si intende sfiduciare il Governo e, in questo modo, anche un Ministro, esiste lo strumento della mozione di sfiducia. Ma se tale strumento non viene utilizzato, ciò significa che si vuole solo fare propaganda.
Per il resto, noi parleremo di politica fiscale. Lo abbiamo già fatto con la mozione sugli studi di settore, e senza timore reverenziale né nei confronti del Ministro né di alcune sottovalutazioni del Vice ministro. Nei prossimi giorni lo faremo per chiedere l'assunzione degli idonei alle Agenzie fiscali; per discutere della tassazione delle rendite finanziarie; per insistere sulla riduzione delle imposte, a partire da quelle gravanti sulla parte più debole di quei 24 milioni di lavoratori dipendenti che pagano le tasse prima di ricevere la retribuzione. Vorrei che parlassimo di questi argomenti invece di continuare a girare attorno ad una questione non meritevole, a mio avviso, di nota.
Nel merito delle considerazioni legate alla vicenda giudiziaria, dal momento che anche noi abbiamo alcune valutazioni da fare al riguardo ma non vogliamo far perdere tempo all'Aula ad ascoltarle, le chiedo, signor Presidente, di poter allegare agli atti l'integrazione del mio intervento. (Applausi dal Gruppo RC-SE).

 Dichiarazione di voto

BONADONNA (RC-SE) . Signor Presidente, il dibattito che si è sviluppato mi porta alla memoria una battuta del mio professore di lettere, di latino in modo particolare, del ginnasio. Ogni tanto, per prenderci in giro, in Sicilia, utilizzava il latino maccheronico e ci diceva: «certo, repetita iuvant », ma poi, dopo alcuni puntini di sospensione, aggiungeva: « sed stufant », cioè ad un certo punto stufano. Mi hanno fatto venire in mente questo ricordo la «coazione a ripetere» all'interno di quest'Aula e l'annuncio che ci saranno altre puntate, o almeno che si propongono altre puntate per questo dibattito.
Per carità, io penso che quando si solleva un problema è giusto affrontarlo, discuterlo con molta serenità. Credo, però, che sarebbe utile per tutti che questa serenità venisse utilizzata approfondendo alcuni elementi. Voi sapete che Rifondazione Comunista, su una vicenda che è stata molto richiamata e che, in qualche modo, viene collegata al cosiddetto caso Visco (mi riferisco alla vicenda UNIPOL), non ha aspettato intercettazioni, né valutazioni della magistratura, né altro. Dicemmo allora che ritenevamo non opportuna, sbagliata una simile operazione.
Voglio ricordare però adesso, visto che è stato fatto riferimento anche ai pronunciamenti della magistratura, che nella richiesta di archiviazione l'ipotesi secondo cui il trasferimento degli ufficiali milanesi sarebbe stato richiesto da Visco in relazione alla loro attività di indagine sulla vicenda UNIPOL è definita dal magistrato: «Nulla più che una illazione priva di riscontri». Mi riferisco al testo. Non pretendo di avere la capacità di lettura dei testi giudiziari del collega Palma, però credo di poter interpretare con sufficiente onestà intellettuale il testo virgolettato di un dispositivo: se è nulla più che un'illazione priva di riscontri devo desumere che quel dato di illegittimità che viene rilevato debba intendersi come un dato di illegittimità che ha un riferimento politico, non giuridico. In nessun modo, infatti, si può evincere il dolo di danno - mi dicono i giuristi che così si dice - necessario ad integrare il reato di abuso di ufficio, seppure in forma soltanto tentata.
Se così stanno le cose, continuiamo pure a discutere, ma abbiamo - credo - tutti la consapevolezza che vi sono stati atti politici compiuti dal vice ministro Visco nell'astenersi, anzi nel restituire la delega alla Guardia di finanza.
Da quanto ho visto anche dagli ordini del giorno, penso che in quest'Aula ciascuno sia libero di giudicare le opinioni espresse da chiunque e anche di criticarle; troverei, però, davvero sconveniente che quest'Aula venisse chiamata ad esprimere una censura nei confronti delle opinioni che anche un Vice ministro può esprimere in qualsiasi circostanza, purché non lesive della dignità di altre persone e non offensive della sovranità della legge e della legittimità costituzionale.
Allora, stanti così le cose, dobbiamo prendere atto di ciò che la magistratura ha detto, assumendo un atteggiamento di grande rispetto nei confronti di quello che la magistratura amministrativa dovrà dire e concedendo un riconoscimento profondo a quanto il Ministro dell'economia e delle finanze ci ha detto e a quanto il Governo ha rivendicato in termini di autonomia e di legittimità della decisione politica di sostituire il comandante della Guardia di finanza.
Tra l'altro, colgo l'occasione per esprimere le più vive congratulazioni e gli auguri di buon lavoro al nuovo comandante generale D'Arrigo e a tutta la Guardia di finanza, che sta dimostrando, in continuità con il suo operato e con la sua storia, un'azione importante in direzione del recupero di ingenti somme dall'evasione fiscale.Quando dovremo discutere ancora, lo faremo; per adesso, Rifondazione Comunista compattamente e convintamente voterà contro le mozioni e gli ordini del giorno presentati. (Applausi dai Gruppi RC-SE e Ulivo).

VALPIANA (RC-SE) . Signor Presidente, le chiedo di ricordare all'Aula che la nostra Costituzione afferma che il parlamentare rappresenta la Nazione, non sedicenti popoli o sedicenti parti del popolo italiano. (Applausi dal Gruppo RC-SE. Vivaci proteste dal Gruppo LNP).
 Presidente:Indìco pertanto la votazione nominale con scrutinio simultaneo, mediante procedimento elettronico, della mozione n. 124 (testo 2), presentata dal senatore D'Onofrio e da altri senatori.

Il Senato non approva


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