Intervento di Salvatore Bonadonna.
Senatore eletto di Rifondazione Comunista, Vice Presidente della Commissione Finanze e Tesoro del senato PRC-SE e responsabile del Dipartimento Mezzogiorno di Rifondazione Comunista – Sinistra Europea
SENATO DELLA REPUBBLICA 235a SEDUTA PUBBLICA
Discussione del disegno di legge: (1819) Conversione in legge del decreto-legge 1° ottobre 2007, n. 159, recante interventi urgenti in materia economico-finanziaria, per lo sviluppo e l'equità sociale
Questione pregiudiziale
ALBONETTI (RC-SE) . Signor Presidente, innanzitutto vorrei comunicare a tutta l'Aula - come ha già fatto il presidente Morando questa mattina presso la Commissione bilancio - che non inizierà l'esame degli emendamenti alla finanziaria se tutta la documentazione richiesta dall'opposizione e prevista dalla legge non sarà a conoscenza dell'intera Commissione; ciò al fine di garantire a tutti i colleghi che, per quanto attiene l'esame degli emendamenti alla legge finanziaria, esso procederà solamente allorché avremo contezza di tutta la documentazione.
Vista l'ampia argomentazione utilizzata dal collega Ferrara nell'illustrazione della questione pregiudiziale, impiegherò anch'io alcuni minuti per giustificare il voto contrario del Gruppo di Rifondazione Comunista-Sinistra Europea alla sua richiesta. Proverò a motivarlo elencando brevemente i motivi di urgenza che poniamo a fondamento della necessità di procedere speditamente nei nostri lavori. Anzi, l'augurio che esprimo a nome del Gruppo è che questo provvedimento possa essere approvato secondo il calendario stabilito dalla Presidenza.
Voglio ricordare come alcuni interventi siano di particolare urgenza per diverse realtà del Paese. Il provvedimento ha come oggetto interventi infrastrutturali, come quelli richiamati all'articolo 2, nel quale sono autorizzati contributi alla rete ferroviaria, all'articolo 7, per ciò che concerne i contributi al trasporto metropolitano di Roma, Napoli e Milano, e all'articolo 8, per ciò che riguarda il trasferimento modale nel collegamento tra la Sicilia e la Calabria.
Nel decreto-legge sono contenute anche spese sociali di particolare urgenza: con l'articolo 4 - com'è stato più volte richiamato nel corso del dibattito in Commissione - si garantisce la correzione strutturale degli andamenti della spesa sanitaria. Credo che spetti a tutto il Parlamento il compito di essere preciso, puntuale e tempestivo nel mantenere sotto controllo la spesa sanitaria.
All'articolo 9 sono autorizzati contributi per permettere a Trenitalia di incassare le somme stanziate dalle leggi di bilancio 2006 e 2007 entro la fine dell'anno 2007.
All'articolo 13 sono previsti importanti finanziamenti alla ricerca. Voglio ricordare anche - come credo sia dovere di tutto il Parlamento - che occorre corrispondere agli impegni assunti dal Governo in materia di rinnovi contrattuali per il biennio 2006-2007 del pubblico impiego. Si tratta quindi dello stanziamento di fondi nel rispetto di un accordo siglato nel febbraio del 2007, che concerne il rinnovo di un contratto ormai scaduto.
Vorrei richiamare l'attenzione dei colleghi sull'articolo 18 del provvedimento al nostro esame che riguarda gli adempimenti concernenti gli impegni internazionali per il Fondo globale per la lotta contro l'AIDS, la tubercolosi e la malaria. Voglio ricordare come il nostro Paese si sia trovato nell'impossibilità di onorare impegni assunti anche dal Governo precedente, causa l'andamento della finanza pubblica. Mi sembra una misura su cui tutti si possa concordare della necessaria urgenza di riempire questo vuoto e di essere perciò coerenti rispetto agli impegni assunti a livello internazionale.
Per non parlare poi dell'emergenza casa; come ci ricorda l'articolo 21, esiste un programma di edilizia residenziale pubblica che va anche a rispondere, il prima possibile, a procedure esecutive per finita locazione e non per morosità; tante persone attendono risposte dal Parlamento e da tutte le forze politiche al problema della casa.
Mi soffermo quindi, per insistere sull'urgenza di questo provvedimento, sull'articolo 24, che prevede un sostegno straordinario a favore dei Comuni in dissesto e la possibilità per questi Comuni di pagamenti, crediti certi, liquidi ed esigibili, alla data del 31 dicembre 2006 con scadenza alla fine di quest'anno.
Così come l'articolo 32 risponde anche ad un giudizio della corte d'appello di Roma che ha concesso un rinvio della transazione tra ENEA e Finmeccanica che scade a dicembre del 2007; occorre pertanto intervenire con tempestività ed urgenza.
L'articolo 33 prevede disposizioni a favore dei soggetti talassemici: è un argomento delicato che coglie la sensibilità di noi tutti. Mi sembra davvero una corsa contro il tempo, in cui ogni giorno guadagnato può essere un giorno che regala una speranza a persone ammalate.
Termino il mio intervento, Presidente, ricordando come la stessa misura prevista dall'articolo 44, la misura fiscale a favore dei cosiddetti soggetti incapienti, abbia una sua urgenza sociale, una situazione che risponde ad una marginalità sociale diffusa, ad una povertà certificata nelle sue dimensioni allarmanti anche dall'ISTAT: credo che sia, anche in tal caso, dovere del Parlamento procedere con speditezza e sicurezza.
Per tutte le ragioni che ho brevemente ricordato ai colleghi senatori e alle colleghe senatrici, confermo il voto contrario sia alla questione sospensiva, presentata dai senatori Polledri e Franco Paolo sia alle questioni pregiudiziali, presentate dai colleghi Pastore e Ferrara. (Applausi dal Gruppo RC-SE e dei senatori Formisano e Manzella).
Discussione generale
BONADONNA (RC-SE) . In attesa che il collega Baldassarri rintracci tutti i falsari e i falsificatori, ovviamente di bilancio…
BALDASSARRI (AN) . Basta trovarne uno.
BONADONNA (RC-SE) . …una volta che non è più un reato, perché il falso in bilancio è stato depenalizzato, quindi si tratta di una esercitazione pressoché accademica…
BALDASSARRI (AN) . Si tratta del bilancio dello Stato.
BONADONNA (RC-SE) . Al di là di questo, credo che dobbiamo avere la consapevolezza di comunicare al Paese eventualmente anche una radicale differenza e difformità di valutazione sulle misure di politica economica fiscale e sociale che il Governo intende assumere e che il Senato si appresta a votare. Forse servirebbe a tutti (alla democrazia, al Paese, alle istituzioni) che il confronto tra maggioranza e opposizione non ripetesse un ritornello stanco: tu dici che ti do dei dati falsi, io invece ti rispondo che sono veri.
Nessuno di noi, né della maggioranza, né dell'opposizione, è impegnato a fare il gioco delle tre carte. Facciamo i conti con la situazione difficile in cui versano il Paese e l'economia dell'Occidente (italiana, europea e persino degli Stati Uniti d'America). Siamo in presenza di uno sconvolgimento degli equilibri mondiali. L'India e la Cina ormai rappresentano i fattori trainanti che da questo punto di vista determinano condizioni tali da incidere pesantemente sui rapporti di scambio, le divisioni del lavoro, la distribuzione delle risorse, il destino perfino del nostro Pianeta e sono in grado di scaricare sull'Europa e - pensate un po' - anche sull'Italia, gli effetti sia dei fattori trainanti che dei rallentamenti. Basta vedere quali sono stati gli effetti sull'economia europea della crisi dei subprime loans degli Stati Uniti, per renderci conto di come nel Regno Unito è fallita una banca e del fatto che la Banca europea è stata costretta ad intervenire in maniera pesante, così come aveva fatto la Federal Reserve americana.
Tutti noi sappiamo (di questo dovremmo occuparci) che coloro i quali, con prudenza e sacrifici, si sono caricati in questi anni e in questi mesi di un mutuo per comprare la casa, o altro bene a tasso variabile, nel corso di questo anno e mezzo si sono visti aumentare in maniera significativa la rata del mutuo, al punto tale che parecchi non ce la fanno e qualcuno, oltre a non farcela, non ce la fa più a resistere, a vivere e si uccide, se quello che abbiamo letto sulle cronache ci insegna qualcosa.
Sarei allora molto più prudente e attento ad affrontare certe questioni.
E evidente - lo ha ribadito il relatore - che il decreto in esame, come l'insieme della manovra, che affronteremo anche con la finanziaria e l'ulteriore provvedimento sul welfare , non rappresenta la svolta epocale delle condizioni economiche e sociali, però rappresenta una svolta rispetto all'anno scorso: mentre allora avevamo dovuto fronteggiare, in primo luogo, l'esigenza di coprire i deficit a livello interno ed internazionale, quest'anno si compie una operazione che non piace a tanti (non piace a molti editorialisti del «Corriere della Sera»; non piace da questo punto di vista neppure al Governatore della Banca d'Italia, ma se ne faccia una ragione perché non può pensare che sempre e comunque sono tutti ai suoi ordini; non va bene neppure al Presidente della Confindustria, anche lui se ne faccia una ragione): c'è qualcosa che va nella direzione della redistribuzione - guardate un po' - della spesa pubblica.
Allora, quando la spesa pubblica è indirizzata a risolvere problemi che valgono 5 miliardi di euro in ragione del cuneo fiscale a beneficio delle imprese, tutto va bene; quando la spesa pubblica va in direzione di 1.900 milioni di euro per gli incapienti - che significa 150 euro ed eventualmente altri 150 euro per ogni componente della famiglia che non arriva ad un livello di reddito tale da dover pagare le tasse: immaginate la ricchezza, siamo al di sotto dei 7.550 euro l'anno - e si dà un minimo di redistribuzione in questa direzione, a quel punto si levano gli alti lai: per carità, la spesa pubblica sta andando fuori controllo.
Un'altra quota di spesa pubblica è orientata allo sviluppo, alle infrastrutture, alle Ferrovie, all'ANAS. C'è da ragionare molto su come selezionare le priorità: credo sarebbe più rigoroso e necessario che il Governo desse una priorità alle infrastrutture, fisiche e telematico-informatiche, per favorire lo sviluppo del Mezzogiorno, piuttosto che - come appare ancora dalla distribuzione - alle Regioni del Centro-Nord, non per ragioni di campanilismo ma perché tanto più si sviluppa una economia sana nel Mezzogiorno, tanto più si contrastano la camorra e la mafia, togliendo terreno e quote di arricchimento indebito (quei 90 miliardi di euro di cui parlano i giornali oggi) e contemporaneamente si contribuisce alla crescita economica del Paese; nella misura in cui il Mezzogiorno contribuisce alla crescita è evidente che anche il Nord del Paese ne può trarre un grande beneficio.
Di questo stiamo parlando, di questo - voglio sottolinearlo in questa sede - ha parlato una grande manifestazione di popolo, sabato pomeriggio, che ha posto tali problematiche anche in maniera molto seria e molto ragionata. Vogliamo dire che li ha posti in maniera anche molto critica rispetto a ritardi e contraddizioni che ci sono nell'azione del Governo? Certo, Rifondazione Comunista individua in questa manifestazione anche gli elementi di criticità, di ritardo. Noi siamo animati dall'ansia di fare di più e meglio in questa legislatura con questo Governo; pensiamo che ci siano elementi importanti che sono stati definiti, sia con il concorso del Governo, sia con la partecipazione attiva nella discussione in Commissione, attorno a materie importanti dove c'è davvero una inversione di tendenza.
Signor Presidente, cari colleghi, è la prima volta dopo 16 anni che in una legge di bilancio, in una legge dello Stato, si prevede un finanziamento per l'edilizia residenziale pubblica. Non ce ne erano più dai tempi della controriforma delle pensioni e dalla cancellazione della Gescal. Per la prima volta, dopo anche la legge n. 9 del 2007, abbiamo 550 milioni di euro per la politica della casa; abbiamo un progetto per recuperare una parte del demanio militare da devolvere e orientare, sì ai servizi, ma anche all'abitazione; abbiamo un rilancio dei contratti di quartiere.
Abbiamo lavorato affinché in questo decreto entrasse anche la norma sulla moratoria della privatizzazione dell'acqua.
Signor Presidente, come vede noi abbiamo avanzato, insieme alla manifestazione di sabato, rivendicazioni correnti e concrete. Continueremo a sviluppare questo ragionamento. Lo approfondiremo durante la discussione della finanziaria e anche successivamente. Siamo convinti, nel confronto interno alla maggioranza, ma anche nel confronto e nella capacità di far pesare il Paese sulle scelte del Governo, di poter ritrovare una sintonia forte tra Governo Prodi e il Paese. Questo serve in una situazione in cui il Paese ha bisogno di certezza, ma anche di prospettiva. (Applausi dal Gruppo RC-SE) .
VALPIANA (RC-SE) . Signor Presidente, rappresentante del Governo, colleghe e colleghi, il nome di Alexander Jonas non dirà nulla alla maggior parte dei colleghi e a tanti nostri concittadini. Così come pochi hanno soffermato la propria attenzione sul piccolo Francesco: si tratta di due morti, uno a soli 2 mesi, a Roma, l'altro a 61 anni, a Trieste, per il primo freddo di questi giorni. Così come a molti i nomi di Giuliano Nascimbeni, di 47 anni, morto nella falegnameria in cui lavorava in Provincia di Padova, e quello di Michele Cozzolino, di 31 anni, colpito da un tubo in una centrale ENEL, non dicono nulla: non sono che gli ultimi nomi della strage che ogni giorno si compie nei cantieri e nei posti di lavoro. Non si può nel 2007 morire per lavorare; non si può morire perché si è cittadini slovacchi e si dorme all'addiaccio; soprattutto, non si può morire a 2 mesi - ripeto, a 2 mesi - perché si è rom rumeni e si è costretti a vivere accampati lungo il Tevere, con due genitori poco più che bambini.
Inizio da qui il mio intervento sul decreto-legge oggi in discussione e sulla manovra di bilancio, perché è anche per queste persone, per evitare questi gravissimi e altri problemi forse meno gravi, ma più ampi, che colpiscono tante persone e tante famiglie che siamo stati chiamati a governare.
È anche per loro e per prevenire i drammi della solitudine, della povertà, dell'iniquità della distribuzione delle risorse, per aiutare il nostro Paese a imboccare una strada di sviluppo che sia anche di uguaglianza, che oggi ci accingiamo a lavorare alla manovra finanziaria. È perché nessuno più debba morire in fabbrica, nessuno più debba non avere una casa, non avere diritto all'infanzia e ad essere considerato un cittadino in sé, anche a soli 2 mesi (e godere, quindi, di uguali diritti di tutti gli altri coetanei, indipendentemente dalla cittadinanza e dalla condizione sociale dei genitori); è perché, in un Paese sviluppato e ricco come il nostro, dobbiamo avere tra i primi impegni quello di sconfiggere la povertà; è perché il diritto alla salute sia garantito a tutti attraverso un sistema pubblico, universalistico e solidale che consideriamo una priorità la lotta all'evasione fiscale e l'utilizzo equo delle risorse. Così Rifondazione Comunista e la sinistra di Governo salutano con interesse e partecipazione la novità di questa manovra 2008-2010, che è l'avviamento della strategia di redistribuzione sociale. Finalmente, in questo decreto collegato alla finanziaria è prevista la destinazione di 5,9 miliardi provenienti dalla lotta all'evasione fiscale, di cui circa 4 miliardi sono impegnati per iniziative sociali a vantaggio dei ceti più deboli.
Questa finanziaria, infatti, non è semplicemente lo strumento per risistemare i conti, ma un'occasione per dare all'Italia una nuova direzione nella politica economica e nell'uso della spesa pubblica. Insomma, oserei dire che in questa finanziaria, che purtroppo continua ad essere uno strumento un po' farraginoso e oscuro anche per chi, come me, è ormai alla sua ennesima finanziaria (figuriamoci per il cittadino elettore), sta pian piano emergendo un'anima.
Davvero - lo consiglio caldamente al Governo, e mi sembra che abbiamo timidamente iniziato a percorrere questa strada - la prima cosa da fare sarebbe quella di rendere più semplice il processo di costruzione e di lettura dei provvedimenti in finanziaria, evitando che diventi un puzzle in cui alla fine nessuno è più in grado di raccapezzarsi; probabilmente molti colleghi lo sanno fare meglio di me, ma spesso non si raccapezzano più nemmeno i parlamentari e gli esperti di finanza pubblica. Dico questo senza voler arrivare a citare la famosa cuoca di Lenin, per carità, ma ricordando a tutti noi che una norma finanziaria di più facile lettura, anche per il cittadino e la cittadina qualsiasi, sarebbe un gran bel biglietto da visita di un Governo che intende essere popolare.
Signor Presidente, non riuscirò ad entrare nell'argomento della sanità, visto il tempo a disposizione; chiedo pertanto di poter consegnare la restante parte del mio intervento, affinché sia allegato ai Resoconti della seduta odierna.
A conclusione del mio intervento, vorrei solo ricordare che in questo Paese è necessario costruire un welfare , rinnovato, che parta dai cambiamenti sociali, demografici e istituzionali che sono avvenuti negli ultimi decenni per rispondere con servizi efficaci ai diritti fondamentali dei cittadini (penso alla salute, all'istruzione, alla previdenza).
La sinistra della coalizione ha presentato emendamenti unitari, non certo per piantare “bandierine”, ma per sottolineare punti qualificanti, che si inseriscono perfettamente nel solco del programma con il quale il Governo Prodi si è presentato agli elettori e che toccano elementi qualificanti su cui verificare la tenuta della maggioranza.
Dopo il corteo di sabato, con il quale tanti cittadini hanno chiesto al Governo che sostengono l'attuazione del programma, siamo determinati più che mai ad andare avanti con il nostro impegno e proponiamo un confronto nel merito su materie che toccano così da vicino la vita delle persone, come l'imponente presenza alla manifestazione della sinistra di sabato scorso ha dimostrato. (Applausi dal Gruppo RC-SE. Congratulazioni).
CONFALONIERI (RC-SE) . Signor Presidente, onorevoli senatrici, onorevoli senatori, signori del Governo, penso che una manovra economica di qualsivoglia Governo dovrebbe essere misurata e giudicata sulla base della rispondenza ai bisogni dei cittadini, sulla base della capacità di affrontare i problemi di un Paese e sulla base del mantenimento della rispondenza non solo ai patti presi con i cittadini, ma anche a quelli che vengono conclusi in genere nelle Aule di Camera e Senato.
Ho detto «dovrebbe», nel senso che il condizionale mi pare d'obbligo, perché, ahimè, mi sembra che davvero troppo spesso le manovre si giudichino, o non si giudichino, sulla base di altri presupposti e di altri criteri.
Penso che invece questo decreto sia esattamente corrispondente a questi presupposti. Il provvedimento in esame ha avuto la capacità di rispondere a taluni dei problemi principali del nostro Paese; certamente non li risolve tutti, ma sicuramente ne affronta alcuni in senso pieno e compiuto.
Mi riferisco alla questione della moratoria sull'acqua, a quella dell'energia, a quella della redistribuzione sociale e, in particolar modo, alla questione del disagio abitativo, il grave e grande problema della casa, che è stato discusso in quest'Aula più volte e che interessa migliaia di famiglie. È un problema talmente all'ordine del giorno che il Governo, poco tempo fa, è stato costretto a reiterare un provvedimento contro gli sfratti, appunto perché la questione degli sfratti è tornata a costituire un'urgenza.
Il problema degli sfratti è inteso solamente con riferimento alla finita locazione. Ricordo a tutti noi un dato che già conosciamo e cioè che il 60-70 per cento degli sfratti nel nostro Paese non vengono ingiunti per finita locazione ma per morosità e la morosità non è figlia di furbizia; la gente non paga l'affitto non perché è particolarmente furba ma perché migliaia di famiglie non sono nella condizione di poterlo pagare. Questo è un dramma sociale che dovrebbe interessare tutti. Ricordo che gli italiani sono indebitati per oltre 200 miliardi di euro per l'acquisto della propria casa e gli ultimi dati statistici rilevano che una parte consistente delle famiglie che pagano l'affitto impegna per esso dal 20 al 50 per cento del proprio reddito. Questa è una situazione assolutamente seria, particolarmente pesante che un Governo non può non prendere in considerazione.
Voglio altresì ricordare che nel panorama europeo l'Italia è all'ultimo posto per disponibilità di patrimonio pubblico. I Paesi europei hanno un patrimonio pubblico stimato intorno al 14-15 per cento; l'Italia è al di sotto del 5 per cento. Questi sono i fatti che disegnano e dipingono un dramma sociale vero che esiste da anni, sul quale da anni si disserta ma su cui poco si è fatto.
La domanda è: questo decreto affronta o no questo problema? La risposta è affermativa, e lo dico senza alcuna concessione al fatto che faccio parte, con il mio Gruppo, della maggioranza. Lo affronta, e lo fa in maniera compiuta. 750 milioni di euro sono una cifra molto consistente. È una cifra che da anni non veniva messa in campo per le politiche abitative. Lo affronta, quindi, con un congruo e sostanzioso investimento; lo affronta con un investimento che non è una tantum , un investimento che oggi c'è e l'anno prossimo non ci sarà più, perché è legato alla legge n. 9 che abbiamo votato pochi mesi fa in quest'Aula la quale fa riferimento ad un progetto, ad un piano, all'idea che simili questioni, che questi grandi drammi devono essere affrontati assolutamente con una prospettiva di lungo periodo. Credo che la modalità con cui il decreto in esame affronta il problema della casa qualifichi, insieme ad altri, il suo senso profondo e quello della manovra in termini di equità e di giustizia sociale.
È del tutto evidente che per quanto ci riguarda noi abbiamo investito molto, ci siamo prodigati e abbiamo operato in questa direzione. È un problema quello della casa che sentiamo particolarmente e, quindi, particolarmente siamo contenti che questa manovra economica si qualifichi davvero per affrotare con compiutezza, determinazione e prospettiva uno dei principali problemi che questo Paese ha avuto e spero non avrà più nel futuro. (Applausi dal Gruppo RC-SE).