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INTERVENTO DELL' 8 NOVEMBRE 2007 -SEGUITO DISCUSSIONE DISEGNO DI LEGGE 1817

Intervento di Salvatore Bonadonna.
Senatore eletto di Rifondazione Comunista, Vice Presidente della Commissione Finanze e Tesoro del senato PRC-SE e responsabile del Dipartimento Mezzogiorno di Rifondazione Comunista – Sinistra Europea

SENATO DELLA REPUBBLICA 246a SEDUTA PUBBLICA

Seguito della discussione del disegno di legge: (1817) Disposizioni per la formazione del bilancio annuale e pluriennale dello Stato (legge finanziaria 2008)

Esame degli articoli

PALERMO (RC-SE) . Signor Presidente, intervengo per sottolineare che certamente non potrà essere uno sconto sulla benzina ad invertire la tendenza della situazione vissuta dalla Regione Basilicata, che il senatore Taddei in maniera sintetica ma puntuale ha descritto nel suo intervento. Non potrà essere uno sconto sulla benzina a risarcire i cittadini lucani dai danni che già oggi le estrazioni petrolifere producono in termini di ricadute sulla qualità dei prodotti agricoli, dell'aria e sulla possibilità di una elevata qualità della vita dei cittadini che vivono in quella zona. Penso poi che i danni potrebbero essere addirittura maggiori se si dovesse realizzare concretamente l'intenzione di perforare, per ragioni petrolifere, i tre quarti dell'intero territorio lucano.
La sfida, lo dico ai colleghi della Basilicata, è immaginare nuovi modelli per la Regione che puntino sulla valorizzazione delle risorse della nostra terra, a partire da un'agricoltura e da un turismo di qualità, da innovazioni tecnologiche in campo ambientale, da politiche di risparmio energetico e di energia alternativa. Questi modelli, lavorando in sinergia con le università e gli enti di ricerca, potrebbero dare una prospettiva nuova ai giovani laureati lucani che oggi, come negli anni Sessanta, abbandonano ed emigrano dalla nostra terra. (Applausi dal Gruppo RC-SE).

BONADONNA (RC-SE) . Signor Presidente, intervengo brevemente per chiedere di apporre la firma all'emendamento 5.79 (testo 4). Non aggiungo altre considerazioni a quelle che sono già state esplicitate dal senatore Angius e dalla senatrice Thaler Ausserhofer.
È evidente che si tratta di una misura transitoria, tuttavia, anche sulla base della mozione che abbiamo discusso e degli impegni assunti dal Governo, vi è in corso un confronto con le organizzazioni rappresentative. Pertanto, mi pare ovvio e anche giusto che si attenda l'esito del confronto, che a quel punto si sarà concluso, tra il Governo e le organizzazioni rappresentative, per, eventualmente, normare in maniera diversa e comunque conforme a tale esito.
BONADONNA (RC-SE) . Penso che il rappresentante del Governo ed il relatore abbiano fatto bene ad esprimere un parere favorevole sull'emendamento 7.5 (testo 2), che io sottoscrivo.
Sottolineo che esso si inserisce in una linea che - fermo restando il fatto che siamo non soltanto nell'Europa ma anche nel mercato internazionale - tende a dare un supporto ed un vero sostegno alla produzione italiana e alla sua circolazione. Sappiamo che la produzione italiana, anche quando attinge livelli di qualità, spesso non riesce a farsi conoscere perché la distribuzione privilegia di gran lunga i prodotti che fanno cassetta o che hanno già un background di critica favorevole. Da questo punto di vista, mi sembra sia importante incentivare la distribuzione anche per la messa in circolazione dei film di cui al famoso articolo 28.
I francesi la definiscono “eccezione culturale”, ma è una questione un po' più complessa e ricca. Sono d'accordo con il senatore Eufemi, il quale ha ricordato che abbiamo già adottato un provvedimento, da noi definito “il cinema finanzia il cinema”. Da questo punto di vista, siamo in presenza di un'incentivazione dell'assetto distributivo e in qualche misura sosteniamo anche la messa a norma e la riorganizzazione delle sale cinematografiche. Sostanzialmente ci riferiamo a quelle più tradizionali e non alle multisale che ormai fanno parte dei circuiti di grandi multinazionali.
Vorrei svolgere una considerazione d'accordo con il presentatore dell'emendamento senatore Bordon, e sotto questo profilo in dissenso rispetto alle considerazioni poc'anzi svolte dal senatore Eufemi. Al riguardo, sottolineo la mia meraviglia rispetto al fatto che lo faccia un uomo di cultura liberale. Vorrei sapere come si fa a pensare di utilizzare uno strumento finanziario per introdurre una discriminazione sulla qualità culturale della produzione. Avrei paura di vivere in un Paese in cui si finanzia o non si finanzia una produzione artistica a seconda che abbia un tema trattato in un modo piuttosto che in un altro. La libertà artistica e creativa deve essere garantita e, da questo punto di vista, la formulazione del testo mi pare ineccepibile. ( Applausi dal Gruppo RC-SE) .

TECCE (RC-SE) . Signor Presidente, ovviamente siamo contrari all'emendamento del senatore Turigliatto, pur comprendendone le ragioni. Inviterei il senatore Turigliatto, l'amico Franco, a considerare l'impegno grande che vi è stato a che la battaglia contro i costi impropri della politica, a cui sicuramente si rivolge questo tema, avesse centralità in questa finanziaria. Penso, ad esempio, al tema del limite stipendiale introdotto, sul quale ovviamente vi è una discussione, ma dove il principio di fondo è stato dal senatore Turigliatto citato in un precedente intervento. Nessuno può mai guadagnare più di dieci volte un salario operaio medio.
Quel che, però, voglio rilevare è che in questa vicenda, innanzitutto, vi è un'iniziativa presa dai due Presidenti di Camera e Senato e dai questori, tesa effettivamente a ridurre fortemente le prerogative dei parlamentari, sia dal punto di vista presidenziale sia dal punto di vista dell'indennità. Infatti, in questa finanziaria troviamo una soluzione affinché l'indennità del parlamentare sia bloccata almeno per cinque anni. In secondo luogo, credo sia sbagliato dare il senso che il tema principale dei costi impropri della politica sia la retribuzione del parlamentare.
Ecco perché, come vi è stata giustamente una discussione che continua sul protocollo del welfare , è giusto che si modifichino alcuni aspetti pensionistici rispetto ad una serie di prerogative. Ma quel che non consideriamo giusto è che, in un momento nel quale siamo quelli che ancora sentono viva l'onda di partecipazione che per quel che ci riguarda il 20 ottobre scorso ha portato migliaia di donne e uomini a Roma, è su quel terreno che vogliamo garantire al parlamentare la libertà di azione. È noto, peraltro, che le forze che si richiamano al movimento operaio e comunista giustamente finanziano il partito, anche con le loro indennità. Ma non è questo il tema principale.
Ecco perché riteniamo che è bastato porre la questione di una serie di oneri impropri, legati a stipendi, società miste e ad altre forme dirette e indirette di organizzazione dello Stato, che si è visto dove stanno i veri privilegi.
Questo, quindi, è il motivo per cui invitiamo il senatore Turigliatto a ritirare un emendamento del genere, a meno che lo scopo principale di esso non sia quello di una norma manifesto, e a collaborare con noi nella gestione di una iniziativa in finanziaria che, riducendo gli emolumenti a livello locale, contribuendo ad abbassare il tetto massimo dello stipendio in rapporto al presidente di sezione della Corte di cassazione e, più complessivamente, contribuendo, in maniera come mai non era avvenuta, a ridurre i costi impropri della politica, fa un'operazione.
Vorrei concludere con un numero: il Governo, al di là dei propositi con il cosiddetto disegno di legge Santagata, è arrivato al Senato senza una riduzione se non del numero dei consiglieri comunali, che a noi non sembrava un problema di costo della politica, ma una risorsa della democrazia.
Con l'iniziativa unitaria della sinistra e di tutta l'Unione in questo momento c'è un taglio al di sopra di 400 milioni di euro. Di questo vogliamo discutere ed è per questo che pacatamente, chiedendo al collega Turigliatto un ritiro, in ogni caso annunciamo, se l'emendamento fosse mantenuto, il voto contrario.


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