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INTERVENTO DEL 13 DICEMBRE 2007 -INFORMATIVA DEL MINISTRO DEI TRASPORTI

Intervento di Salvatore Bonadonna.
Senatore eletto di Rifondazione Comunista, Vice Presidente della Commissione Finanze e Tesoro del senato PRC-SE e responsabile del Dipartimento Mezzogiorno di Rifondazione Comunista – Sinistra Europea

SENATO DELLA REPUBBLICA 268a SEDUTA PUBBLICA

Informativa del Ministro dei trasporti sulla protesta degli autotrasportatori e sui relativi effetti e conseguente discussione

BONADONNA (RC-SE) . Signor Presidente, vorrei ringraziare il Ministro per la sua puntuale informativa. Da questo punto di vista, penso che il comportamento del Governo sia stato sufficientemente attento nel corso di questi ultimi mesi, perché la trattativa andava avanti da mesi e le fasi che ha ricordato giustamente il Ministro hanno segnato, di volta in volta, l'avanzamento lungo una strada e su un terreno difficile.
Credo di conoscere questo settore, anche se da 15 anni non me ne occupo più. Ricordo che l'ultima trattativa, che feci a nome della CGIL, con Paolo Brutti e con altri sindacati, vedeva l'amico Paolo Uggè dalla parte dei sindacati. La trattativa l'abbiamo fatta a Palazzo Chigi, come sempre di notte, perché le trattative degli autotrasporti hanno questa dinamica.
Credo quindi di potere valutare lo stato d'animo dei camionisti e dei padroncini (non c'è nessun carattere negativo in questo termine).
Oscar Giannino forse questo non lo sa, ma insomma sono i padroncini e da questo punto di vista è una loro connotazione professionale di cui vanno anche giustamente orgogliosi e per la quale pagano prezzi anche molto gravi e particolarmente pesanti. Se nella nottata passata c'è stato qualche malcontento sull'esito della trattativa, credo che lo si debba al fatto che le organizzazioni che hanno tirato più di tanto la corda, abbiano deliberatamente promesso cose che si sapeva non si sarebbero potute ottenere dal Governo.
Da questo punto di vista penso che il deputato Paolo Uggè abbia preso la mano al sindacalista Uggè e credo che questo sia stato un errore, anzi un errore grave, perché ha fatto pagare alla categoria e al Paese un prezzo che non era giusto che pagassero. Forse faceva parte della strategia della spallata, ma non si coinvolge una categoria di questo tipo in una strategia politica che non la riguarda.
Detto questo, signor Ministro, devo purtroppo aggiungere che questo Governo non si sta discostando (tranne che per una piccola parte dell'ultima fase della trattativa, se capisco bene, quella di ieri) dal modo di fare dei precedenti Esecutivi. Noi interveniamo meno sulla questione del petrolio, del gasolio, perché l'Unione Europea non ce lo consente più, però siamo alla ricerca di sostegni che favoriscano, in qualche modo, la sopravvivenza di questo settore così frammentato e rischiamo di tagliarne i fondi. Vorrei capire, per l'appunto, da dove vengano i 30 milioni destinati a coprire questo accordo, perché se provenissero da tagli al settore delle ferrovie (come sembra, come mi pare di aver sentito dire) credo che ciò costituirebbe un elemento di preoccupazione in più.
Alle considerazioni svolte dal senatore Paolo Brutti voglio aggiungerne altre due. La prima è la seguente. Attenzione: avremo bisogno di riflettere più dettagliatamente, ma si stanno scaricando sulla categoria dell'autotrasporto responsabilità che non le sono proprie. Quando pensiamo all'organizzazione complessiva del lavoro, dobbiamo capire che le condizioni di tempo, di tariffa e di organizzazione sono decise dalle imprese, dalle aziende che producono: il just in time detta i tempi e i carichi di lavoro dell'autotrasporto e degli autotrasportatori. Ci accorgiamo che gli stabilimenti FIAT si fermano, ma non ne ricaviamo la conseguenza che a imporre quei ritmi e quelle condizioni sono le scelte organizzative dell'industria.
Ci rendiamo conto che la direttiva Bolkestein e i processi di liberalizzazione a livello europeo ci scaricano grandissimi problemi dal punto di vista dei carichi di lavoro e della sicurezza. Ci dobbiamo rendere conto che o si pone in essere una politica del trasporto merci capace di trasferire quote crescenti dalla gomma alla rotaia e al mare, oppure ci troveremo permanentemente con il problema di questa categoria, ma anche con quelli legati all'irrazionalità della politica dei trasporti.

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