Interrogazione di Salvatore Bonadonna.
Senatore eletto di Rifondazione Comunista, Vice Presidente della Commissione Finanze e Tesoro del senato PRC-SE e responsabile del Dipartimento Mezzogiorno di Rifondazione Comunista – Sinistra Europea
SENATO DELLA REPUBBLICA 60a SEDUTA PUBBLICA
Al Ministro dei trasporti - Premesso che:
un dirigente della Società Met.Ro. di Roma, partecipando ad una trasmissione televisiva sul canale Roma Uno, avrebbe dichiarato che i treni, prima di essere immessi in servizio, sono sottoposti ad una fase di collaudo della durata di trenta o quaranta giorni;
lo stesso dirigente ha dichiarato che il treno coinvolto nell'incidente della metropolitana di Roma avvenuto martedì 17 ottobre 2006 aveva mostrato un evidente difetto, deragliando dai binari in fase di collaudo e, per tale motivo, sarebbe stato rinviato alla società costruttrice CAF in Spagna;
dopo la revisione, operata dalla ditta costruttrice, il treno sarebbe stato riammesso in servizio;
considerato che, a giudizio dell'interrogante, appare legittimo supporre, stanti le dichiarazioni del dirigente della Società Met.Ro., che tale immissione in servizio, avvenuta a seguito di autorizzazione del Ministero dei trasporti il 27 giugno 2006, non sia stata preceduta da un periodo di collaudo,
si chiede di sapere:
se e in quale data la società Met.Ro. abbia fatto richiesta di autorizzazione per attivare la fase di collaudo del treno in questione;
se tale fase di collaudo sia avvenuta, quale sia stata la sua durata e quali siano state le valutazioni dei collaudatori, dalle relative schede tecniche;
se la Regione Lazio , a seguito delle comunicazioni da parte del Ministero dei trasporti, abbia concesso le autorizzazioni all'immissione in servizio.
Al Presidente del Consiglio dei ministri e ai Ministri dell'economia e delle finanze e della giustizia - Premesso che:
nel corso della trasmissione "Report" di Raitre del 22 ottobre 2006, le inchieste presentate su aziende pubbliche e partecipate dallo Stato hanno documentato notizie di sperperi di denaro pubblico, retribuzioni assolutamente sproporzionate per presidenti, consiglieri di amministrazione e manager di suddette aziende;
in particolare i presidenti e gli amministratori delegati di aziende come il gruppo Ferrovie dello Stato o Alitalia sarebbero stati remunerati, all'atto della liquidazione, con liquidazioni dell'ordine di parecchi milioni di euro a titolo di riconoscimento dei risultati raggiunti;
nel caso di Sviluppo Italia si è in presenza di un totale fallimento rispetto all'obiettivo prioritario per cui tale società era stata costituita, e cioè l'organizzazione di investimenti esteri nel nostro Paese;
come risulta dalle dichiarazioni di singoli intervistati e dalle documentazioni prodotte nel corso della trasmissione, gli interventi di Sviluppo Italia hanno prodotto la creazione di centinaia di imprese, la gran parte delle quali in forte stato di indebitamento e talune in regime fallimentare;
Sviluppo Italia ha visto crescere il numero di amministratori, di manager e di addetti pur in presenza di una condizione deficitaria crescente;
risultano documentati interventi in diverse regioni tra cui le Marche e la Sicilia , rispetto ai quali risultano interessi quantomeno politici di esponenti del precedente Governo;
per quanto riguarda ANAS, per le commistioni di interessi tra il Ministro delle infrastrutture e dei trasporti del Governo Berlusconi e molte delle società partecipate dalla stessa ANAS, l'impegno di spesa e l'attivazione di cantieri risultava non coperta da adeguati stanziamenti;
anche la liquidazione del Consiglio di amministrazione in carica nel 2001 sarebbe avvenuta in forme tali da evidenziare, a giudizio dell'interrogante, un abuso di potere da parte del Ministro delle infrastrutture e dei trasporti pro tempore , ed un relativo danno erariale;
considerato che:
queste notizie documentate hanno destato giustamente grave allarme tra i cittadini circa la gestione delle risorse pubbliche e la correttezza dei governanti;
molte delle operazioni segnalate quali le liquidazioni milionarie a manager che, lungi dal produrre risultati positivi, hanno determinato gravi peggioramenti del livello dei servizi e aumento delle passività delle aziende amministrate, configurando quindi una forma di illecito arricchimento ai danni della collettività e dunque un danno all'erario dello Stato,
si chiede di conoscere:
quali siano le valutazioni del Governo su tutta la materia delle aziende pubbliche e partecipate;
quale quadro di interventi intenda apprestare il Governo per mettere riparo alla situazione sopra descritta e far cessare tale sperpero di risorse pubbliche;
se non si ritenga necessario dare mandato all'Avvocatura dello Stato per chiedere il sequestro delle somme liquidate ai presidenti, amministratori delegati e amministratori responsabili dei disservizi e dei deficit aziendali in modo da poter garantire lo Stato rispetto agli eventuali danni erariali;
se non si intenda nominare una o più commissioni di inchiesta con il compito di acquisire tutti gli elementi relativi a gestioni suscettibili di aver prodotto danni erariali;
se non si ritenga, infine, necessario procedere al commissariamento di Sviluppo Italia e delle società collegate, al fine di determinare lo scioglimento della stessa, facendo gravare sugli amministratori i costi dello spreco e della dissoluzione di risorse pubbliche.